Cosa succede nelle destre occidentali? Quali forme vanno assumendo le cosiddette “democrazie illiberali”? Tramite un’ampia documentazione che attinge agli USA, al Regno Unito e a molti altri paesi europei, l’autrice (premio Pulitzer 2004 per la saggistica con “Gulag: storia dei campi di concentramento sovietici”) ci offre un contesto più ampio per comprendere meglio anche le maggiori dinamiche italiane. Continua

di Bruno Perazzolo

Emmanuel Macron ha vinto le presidenziali francesi dello scorso 24 aprile. Anche questa volta il rischio populista è stato esorcizzato, ma chi ha a cuore le sorti della democrazia e dei valori occidentali può stare tranquillo? La risposta è: “certamente no!” ………………
Con le elezioni legislative del 12 e 19 giugno, i nodi del sistema politico ed elettorale francese potrebbero venire al pettine, perché al primo turno è previsto il primato dell’alleanza di sinistra NUPES con una percentuale intorno al 27-31% dei voti,

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Dalla “Lega Giovani dei Laghi” riceviamo questo interessante e impegnativo contributo sul tema della comunità che pubblichiamo volentieri

di Alessandro V.

Digitalizzazione della società, gigantismo politico ed economico delle organizzazioni sovranazionali e delle grandi multinazionali, flusso incessante delle informazioni sulle reti telematiche e fine di tutti quei “grandi racconti” che avevano irrorato le grandi ideologie del Novecento le quali, secondo l’interpretazione di Augusto del Noce, rappresentavano la fase sacrale della secolarizzazione: ecco un breve biglietto da visita del Terzo Millennio.
Il soggetto storico della post-modernità – così viene definita l’epoca attuale, a partire da La condizione post-moderna, un saggio risalente al 1979 – è l’individuo atomizzato, estremizzazione dell’individualismo liberale: errante, sciolto dai legami sociali e politici, senza identità e senza Stato.

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di Bruno Perazzolo e Emanuela Gervasini

Regia di Roman Polanski, drammatico, durata 79 minuti, del 2011. Il film, che consigliamo vivamente, si basa sull’opera teatrale “Il dio del massacro” della drammaturga e scrittrice francese Yasmina Reza. La pellicola mette in scena un panorama di personaggi che ben riflette la complessità culturale con cui ci stiamo tutti, necessariamente, confrontando. Ad un estremo il “politicamente corretto”, impersonato da Jodie Foster (Penelope), che vorrebbe, partendo da una sorta di “igiene linguistica”, innalzare tutto, istituire un uomo nuovo in un mondo progressivamente sottratto alla barbarie. All’altro estremo, la posizione cinica, hobbesiana – “homo omini lupus” – impersonata da uno smagliante Christoph Waltz (Alan nel film), totalmente sfiducioso del progresso e ancora di più della possibilità di civilizzare l’umanità.
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Cosa abbiamo capito sull’Afghanistan? Selezionando al massimo il profluvio di parole spese su questo tema, di importante rimane quanto detto dal Papa e dal Presidente della Repubblica. Papa Francesco ha dichiarato che «un modello troppo occidentale di democrazia è stato esportato in Paesi come l’Iraq, dove un governo forte esisteva già in precedenza. Oppure in Libia, dove esiste una struttura tribale. Non possiamo andare avanti senza prendere in considerazione queste culture». Il Presidente Sergio Mattarella nel messaggio del 12 scorso ai partecipanti al G20 Interfaith Forum 2021 ha sostenuto che «l’idea di riunire studiosi, rappresentanti delle diverse fedi ed esponenti della società civile in uno specifico momento dedicato alla dimensione spirituale, costituisce una scelta lungimirante, particolarmente in una congiuntura in cui si ripresentano tentazioni di utilizzare le espressioni religiose come elemento di scontro anziché di dialogo. La consapevolezza di come il fattore religioso sia elemento importante nella costruzione di una società internazionale più giusta, rispettosa della dignità di ogni donna e di ogni uomo, si va sempre più radicando».
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Con il governo Draghi siamo entrati in una fase di “vera” politica, che sospende, e (speriamo) chiude, la stagione mediatica e confusionaria. Il Recovery Fund, l’uscita dalla crisi sanitaria, la svolta green, le riforme nella sanità, nelle opere pubbliche, nella mobilità, nella pubblica amministrazione, sono interventi di tale portata da porre l’Italia in grado di affrontare positivamente i tempi a venire. Ma serve anche una nuova politica capace di rispondere alle tre sfide chiave: l’identità, la democrazia e l’economia.Continua