di Bruno Perazzolo e Emanuela Gervasini

Nulla a che vedere con quanto accade spesso nelle discoteche o nelle feste a casa di amici dove il ballo rappresenta veramente una metafora “dell’attuale condizione umana occidentale”: ognuno segue un suo ritmo senza che si possa intravvedere, oltre l’agitarsi caotico, un “ordine diverso dal disordine”. La “danza contemporanea”, della quale principalmente tratta il film, rappresenta piuttosto il simbolo di una condizione ideale, di un agire soggettivo alla ricerca di una posizione oggettiva …….. Regia di Cédric Klapisch, con Marion Barbeau, Hofesh Shechter, Denis Podalydès, Muriel Robin, Pio Marmaï, genere commedia, Francia – Belgio 2022, durata 117 minuti, il film si può vedere al cinema dallo scorso 6 ottobre.  

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di Dario Nicoli

Può essere che la manifestazione del 9 ottobre della Cgil possa servire a rimettere al centro dell’attenzione generale il tema del lavoro, ma gli slogan ed i contenuti del discorso di Maurizio Landini suscitano qualche legittimo dubbio.
Quando il leader del primo sindacato italiano afferma che «in questi anni i governi e le opposizioni non hanno ascoltato le lavoratrici e i lavoratori, con scelte che sono andate nella direzione opposta. La condizione è peggiorata» non dice tutta la verità: infatti da due decenni vi è stata una successione continua di riforme riguardanti le politiche del lavoro, compresa quella più rilevante, Il Jobs Act del 2014, che ha introdotto un meccanismo a tutele crescenti per favorire le assunzioni e la regolarizzazione dei rapporti di lavoro verso il tempo indeterminato. Una norma contrastata per motivi pregiudiziali dallo stesso sindacato, le cui previsioni pessimistiche sono state però puntualmente smentite dai fatti.Continua

di Bruno Perazzolo

Sullo sfondo di un paesaggio in via di desertificazione e di spopolamento a causa dei cambiamenti climatici, il regista traccia abilmente la storia di Virginio e Sisa, marito e moglie rimasti a vivere nel vecchio villaggio andino – boliviano, e del nipote, Clever, che viene a fargli visita dalla città verso la quale vanno migrando la maggior parte delle persone che, da secoli, vivevano nell’altopiano di agricoltura e allevamento di sussistenza. Il dialogo scarno e l’empatia dei protagonisti, mettono in rilievo la profondità e il confronto tra due visioni del mondo: mobile e razionale quella del nipote, che propone ai nonni di trasferirsi in città come stanno facendo quasi tutti; conservatrice e identitaria quella dei due coniugi e, soprattutto, quella del nonno Virginio cui l’abbandono della sua terra assomiglia ad una diserzione peggiore della morte fisica.Continua

La Redazione di PensarBene

Cara amica e caro amico, in base ai risultati dell’indagine condotta principalmente tra coloro che hanno preso parte agli ultimi incontri della nostra associazione, ti invitiamo a partecipare all’ultimo incontro sul tema della “crisi della democrazia” incentrato sulla lettura del saggio di C. Lasch “la ribellione delle élite” che si terrà venerdì, 21 ottobre, a partire dalle ore 17.30, sino alle 19.00 nel canale Telegram di PensarBene (vedi nota qui di seguito)Continua

di Bruno Perazzolo

Per comprendere la democrazia bisogna capire la tirannia: cosa significa essere sudditi o schiavi. In breve cosa significa l’ineguaglianza. Nel film “Spartaco”, 1960, il capolavoro di Stanley Kubrick trae ispirazione della prima, importante rivolta di schiavi che la storia ricordi. In una scena si vede Spartaco nella gabbia dei gladiatori che, provocato da un nobile romano, grida minaccioso: “siamo uomini non animali”. Il film prosegue mostrando come la rivolta degli ultimi sfoci in un abbozzo di democrazia: dall’ineguaglianza della tirannia, sinonimo di dipendenza e oppressione, all’eguaglianza della democrazia segno di indipendenza e di libertà. Anche nel bellissimo “Si può fare”, regia di Giulio Manfredonia 2008, bastano i primi 22 minuti della pellicola (disponibile su YouTube gratuitamente in versione integrale) per cogliere lo stesso passaggio riproposto, però, in una diversa accezione. In questo caso è l’assistenzialismo il fattore che chiude le persone in una gabbia pseudo-protettiva, ma non meno alienante e disumana, mentre sarà l’”assemblea dei soci della cooperativa”, il lavoro e il mercato ad aprire loro un varco verso l’autonomia e la dignità.
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di Bruno Perazzolo

Robert Alan Dahl, 1915 – 2014, è stato un politologo statunitense di origine norvegese. Professore di scienza politica all’Università di Yale, è stato Presidente della American Political Science Association, ed è considerato uno dei massimi studiosi del fenomeno democratico. Il saggio “Sulla democrazia”, che sottopongo alla vostra attenzione, è un testo divulgativo e, al tempo stesso, stante la statura dell’autore, molto approfondito e con un approccio spiccatamente didattico.

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di Bruno Perazzolo e Emanuela Gervasini

A chi gli chiede “cosa fa per far parlare i sospettati”, Maigret risponde “li ascolto” e aggiunge “il mio compito è scoprire la verità” e ….. sulla strada che porta alla verità capita spesso che un particolare infimo mandi gambe all’aria ipotetiche ricostruzioni dei fatti, tanto complesse e faticosamente realizzate quanto, alla fine, risultate false.

Dal capolavoro di Georges Simenon – da cui è tratta la pellicola – si può cogliere la necessità del rapporto tra verità e libertà e si può anche intuire una critica implicita alla visione postmodernista secondo la quale la verità non esiste e il mondo è tutta un’illusione …..
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di Dario Nicoli

Queste elezioni hanno inaugurato una nuova fase della politica nazionale che va oltre gli schemi dualistici dei tempi dell’ideologia (decolorata a destra, ma che non esiste più nemmeno a sinistra). Per tentare di comprenderla, proviamo a porci tre domande e cerchiamo di trovare risposte ragionevoli.Continua

a cura dell’Associazione Culturale PensarBene

Abbiamo costituito l’Associazione Culturale PensarBene con l’intento di offrire un “luogo terzo” a tutti coloro che hanno a cuore il bene comune della democrazia. Un “luogo terzo” è un posto dove persone di orientamento diverso, provenienti da storie differenti riguardo al ceto sociale, alla professione, alla condizione economica ecc., possono incontrarsi liberamente per dare vita ad “una buona conversazione” nell’ottica del dialogo e dell’approfondimento tematico.   
La “mappa in progress della democrazia”, che stiamo insieme realizzando, è il primo organico esempio di un simile approccio improntato alla logica del “pensare insieme per pensare meglio”.

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di Bruno Perazzolo e Emanuela Gervasini

Chi ha avuto la fortuna di vedere a teatro o di leggere il testo autobiografico “Ritorno a Reims”, di Didier Eribon, avrà avuto la sensazione di ritrovare, nel film “Il signore delle formiche”, la medesima trama: i prodromi del passaggio della sinistra dalla “lotta di classe per il socialismo” alla cultura liberal progressista incentrata sul pensiero debole e l’autorealizzazione; dall’utopia del comunismo, già ampiamente screditata negli anni ’60, al sogno borghese della libertà assoluta. In breve la cultura del ’68, quella che ha radicalmente rivoluzionato le nostre vite e quella di tutto l’occidente nella musica come nel cinema, nell’economia come nella politica sino a trasformare la nozione stessa di democrazia.

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