Bruno Perazzolo

L’articolo di Dario “Vivere senza promesse è inumano”, il richiamo al discorso di Papa Leone XIV, mi hanno riportato al nostro “manifesto per un modo di vita più umano”. In particolare, al secondo punto: quello del LEGAME o dell’APPARTENENZA. In mio contributo parte dalle loro conclusioni: che cosa rende la nostra vita parzialmente vuota? Piena di cose inutili che non bastano mai! Come se mancasse qualcosa di essenziale! Con l’auspicio che possano risultare pertinenti, “butto là”, in forma ultra-sintetica, un paio di argomenti aggiuntivi, un paio di associazioni che mi sono passate per le mente leggendo il testo che Dario ci ha proposto.
L’individuo occidentale sembra intrappolato tra due estremi opposti. Da un lato la ragione. L’idea che un ordine meccanico possa essere costruito ARTIFICIALMENTE per ricadere poi, interamente, sotto il nostro controllo. È la promessa messianica / salvifica della tecnologia.
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Benedetta Nicoli

Tempo fa mi è capitato di intervistare degli scienziati, fisici e biologi, e di chiedere loro se avessero mai vissuto un’esperienza spirituale. Qualcuno di voi resterà forse sorpreso nell’apprendere che non solo diversi dei miei interlocutori hanno risposto di sì – e non senza un certo trasporto, ma hanno anche raccontato di come spesso sia stata proprio la scienza a incoraggiare in loro questo tipo di esperienze. Per esempio, mostrando la connessione tra tutti gli esseri viventi, l’armonia complessiva del cosmo, le “forze all’opera” nell’universo, il “mistero della vita”, per citare alcune espressioni degli intervistati. Questi particolari incontri con la realtà suscitavano in questi scienziati meraviglia, stupore, talvolta anche inquietudine, miste a un senso di appartenenza a qualcosa di più grande, e questi sentimenti andavano a costituire quel nucleo più profondo che rendeva non solo la loro professione, ma anche la loro vita piena di significato.
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