Si chiama “doppio bilancio”. E’ una teoria della finanza pubblica tra le più avanzate. Sostiene che lo Stato possa fare debito, ma solo per investire. Debito che si ripaga tramite la crescita che procura. L’altra parte della spesa pubblica, i consumi, dovrebbero essere invece sostenuti dalle entrate correnti. Principalmente tributi.Continua

Scuola aperta

Leggendo numerosi articoli a riguardo (tra cui “Le scuole aperte per tutta l’estate. Ma le lezioni finiranno a giugno” del 04/03/21 su «La Repubblica»), concordo sul fatto che quest’estate le scuole andrebbero tenute aperte. Dobbiamo però considerare alcune questioni insormontabili: Gli studenti e gli insegnanti avranno voglia di andare avanti,Continua

Il tragico assalto a Capitol Hill rappresenta l’evento più radicale, sfuggito di mano agli organizzatori e sottovalutato dalle forze dell’ordine, di un conflitto profondo che da diversi anni lacera gli USA e che promette di dominarne la scena per molto tempo ancora.
La vittoria di Joe Biden indica non la conclusione del conflitto, ma un episodio di uno scontro di lunga durata che ha come oggetto l’identità dell’America e come posta in gioco il rapporto tra il popolo e le istituzioni. (continua)Continua

Abbiamo sentito e letto di tutto sulle difficoltà e soprattutto sugli svantaggi della DaD rispetto al valore indiscutibile della didattica in presenza. Come negare infatti il potere performante a tutti i livelli (educativo, sociale, comportamentale, ecc.) consentito dalla relazione interpersonale? L’abbiamo capito soprattutto in questi mesi. Come per altri aspettiContinua

Trump

Colpisce, nelle elezioni americane, la tenuta, l’ampliamento e persino il radicamento della cultura genericamente definita “populista” che si riconosce nella figura di Trump. Siamo di fronte ad una trasformazione reciproca delle culture politiche di “destra” e di “sinistra” che, sia pure con diverse denominazioni, ritroviamo anche in Europa. Contrariamente aContinua

Macron, dopo l’orrenda strage islamo-fascista di Nizza, ha affermato che «la religione deve essere esercitata liberamente, perché è un valore». Ma lo stesso Presidente francese ha più volte sostenuto che “in Francia il diritto di blasfemia è collegato alla libertà di coscienza”, svuotando in questo modo di qualsiasi sostanza laContinua