Dario Eugenio Nicoli

Del discorso pronunciato da Papa Leone XIV a Notre-Dame il 25 settembre mi ha colpito la frase secondo cui il tempo che stiamo vivendo “appare senza pienezza, senza profondità, senza promesse”. È un giudizio che non si limita all’ambito “religioso”, ma si riferisce alla condizione umana oggi prevalente specie in Occidente.

In effetti il marxismo ed il liberismo, le due ideologie più potenti del Novecento, sono entrate in una crisi profonda a causa della smentita della promessa di bene che avevano formulato.

Il marxismo, centrato sulla missione salvifica del proletariato, vedeva nella lotta di classe la battaglia in grado di condurre al “sol dell’avvenir”, il comunismo visto come l’affermazione definitiva della giustizia sociale e della felicità umana. La smentita della promessa di Marx è triplice: il capitalismo non ha portato ad una pauperizzazione delle masse, ma all’uscita da uno stato di indigenza e dalla diffusione del benessere, sia pure segnata da forti disuguaglianze. La seconda smentita sta nell’affermazione del welfare state e delle politiche socialdemocratiche, mentre la terza vede le classi popolari abbracciare la cultura del consumismo individualista. 

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