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iacona

Inchiesta: “cittadini alla riscossa”

2022-07-17
Di: Bruno Perazzolo
Il: 17/07/2022
In: Comunità e persona, Società e Stato, Storie d'incanto
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di Bruno Perazzolo

La comunità locale può rappresentare un fattore di ripresa della cultura democratica là dove, soprattutto nelle periferie, altre forme di democrazia hanno fallito? Riccardo Iacona ci conduce, con la sua “Presadiretta”, attraverso una molteplicità di esperienze a dir poco emozionanti ……Continua

Benvenuti

In cosa consiste l’accelerazione che questo strano tempo sta imprimendo alla storia?

Il dato più evidente è la coscienza della vulnerabilità della specie umana nei confronti della natura. Abituati a pensarci come aggressori, scopriamo improvvisamente di esserne anche vittime. Il caso dell’ultima pandemia insegna. È in gioco un corretto rapporto tra gli umani e gli animali, rispettando i confini reciproci.

Emerge poi…Continua

STORIE D’INCANTO

Nostalgia dell’incanto

Il: 03/08/2026

Donata Gradinati

Trovarsi nel mezzo della grande piazza immersa nei suoni, rumori, colori di oggi, chiudere per un attimo gli occhi per ritrovare l’atmosfera del tempo passato e accorgersi che ora tutto è cambiato.

Il sentire quel che si era non è certo il sentire di ora.

Percepisco un vuoto, l’assenza di qualcosa, capisco e mi chiedo come il tempo possa averle portato via l’anima, la sua identità, la sua storia.

Oggi la grande piazza è piena del nulla. Uno spazio immenso illuminato ogni giorno dalla luce del sole ma in totale assenza di calore. Un dolce ricordo mi riporta il rumore dei carretti di frutta e verdura che con ordine si allineavano lungo il lato più lungo della piazza, quello di fronte all’attuale centro commerciale, allora una fila di negozi si affacciavano: il bar, il negozio di generi alimentari, l’ingresso al grande ristorante, con tanto di tavolini in ferro di colore verde, posti sotto il pergolato del profumatissimo glicine, il gioco delle bocce, il negozio che vendeva lana e filati, la macelleria, quello che vendeva moto e biciclette e ancora, a poca distanza, (attualmente c’è il teatro), il grande capannone che ospitava il mercato coperto che era anche deposito dei carretti di frutta e verdura.

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I gruppi di cammino: voglia di salute, di comunità, di legami e di appartenenza.

Il: 10/07/2026

Bruno Perazzolo

Quella dei Gruppi di Cammino è una gran bella realtà che si va diffondendo un po’ ovunque e in  maniera esponenziale. Nata intorno al 2007 – 2009, come in genere accade in questi casi, su iniziativa di singoli cittadini, di alcuni medici legati al territorio e di qualche ASL pionieristica (oggi ATS: Agenzia di Tutela della Salute che fa capo alla Regione occupandosi di prevenzione), una volta tanto, l’idea, “partorita dal basso”, è stata “formalizzata senza venire deformata e/o burocratizzata” dai vertici istituzionali di alcune Regioni, soprattutto del nord e centro Italia. A guardarli superficialmente i Gruppi di Cammino sono un fenomeno che affascina soprattutto per la sua semplicità. Sono Gruppi prevalentemente informali (non ci sono moduli o complicate procedure online da seguire per iscriversi ecc. ecc.), gratuiti, cui si aderisce in completa libertà e godendo della più ampia autonomia locale nello stabilire orari, giorni, percorsi e quant’altro. È vero, c’è un “walking leader” che fa da stabile punto di riferimento per tutto. L’inglesismo, al solito un po’ pomposo e leggermente depistante, occulta, però, una realtà di prossimità molto più domestica e genuina.

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     Il cancello sul confine   

Il: 13/03/2026

Silvia Grigolin

In questo mese di marzo il terreno su cui stiamo lavorando si presenta all’inizio del percorso con qualche pianta di carciofo e rosmarino, poi un arco che sarà di rose porta ad un giovane frutteto di semi antichi, la serra è sulla sinistra e, in centro, un punto di ritrovo dal quale proseguire e arrivare infondo, ad un piccolo stagno e a siepi e more. Alla fine di tutto, un cancelletto da attraversare di rado, per lasciare spazio a chi, di notte, lascia tracce e solchi visibili al giorno. Ogni tanto il vento piega il canneto lungo il fosso e ci ricorda che a pochi minuti di auto il mare soffia.

Da qualche tempo, come associazione Family Way APS, stiamo piantumando un terreno che vorremmo potesse essere di tutti. Un luogo che un tempo era destinato ad aratro e trattore e che un domani potrebbe essere spazio in cui poter sostare, raccogliere un frutto o ascoltare il cielo. L’idea è che quel canneto possa piegarsi ancora per altri bambini e per altre mani di rughe che li accompagneranno. Questo mi rassicura. Così come mi rassicura una mia assodata certezza di educatore e pedagogista.

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Le feste di Paese: sacralità, identità, comunità.

Il: 01/01/2026

Bruno Perazzolo

La vita nelle società australiane primitive passa alternativamente tra due fasi diverse. Talvolta la popolazione è dispersa in piccoli gruppi che, indipendentemente gli uni dagli altri, sono indaffarati nelle loro occupazioni. Ogni famiglia vive allora per conto proprio, cacciando, pescando, cercando, cioè, di procurarsi il nutrimento indispensabile. In questa fase prevale lo spirito laico, l’attività profana, la razionalità, l’economia, lo scambio, l’isolamento. La vita scorre tenendosi il più possibile alla larga dalle emozioni e il più possibile vicina ai propri interessi. Scorre o, meglio, “si trascina”, quasi sempre in modo ordinario, routinario, monotono e, non di rado, faticoso. In altre circostanze, al contrario, la popolazione si concentra, le famiglie e i clan della tribù si riuniscono per giorni o mesi. È in queste occasioni che hanno luogo i corrobori, le feste comunitarie più importanti caratterizzate da tutt’altro tono.

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