di Bruno Perazzolo

L’inchiesta, svolta egregiamente, mostra come la comunità locale possa credibilmente rappresentare uno dei pochi fattori di ripresa della cultura democratica là dove, soprattutto nelle periferie, altre forme di democrazia hanno fallito. Riccardo Iacona ci conduce, con la sua “Presadiretta”, attraverso una molteplicità di esperienze a dir poco emozionanti caratterizzate da un evidente, sorprendente “comune denominatore”: proprio l’assenza dello Stato può costituire l’occasione di una scoperta, di un percorso educativo implicito che nasce spontaneamente dal basso. Sono i “cittadini alla riscossa” che, riappropriandosi della soluzione dei loro problemi, riscoprono dentro di sè l’orgoglio della propria autonomia, il sentimento di un’appartenenza che nasce dal prendersi cura, da un sentirsi responsabili che trasforma i diritti in doveri, la rivendicazione al parco pulito dagli operatori ecologici del Comune al “diritto” di raccogliere di propria iniziativa i rifiuti dispersi nel parco.

Il servizio mostra un’unica pecca: la confusione della “cittadinanza attiva” con la “democrazia diretta”. Si tratta, infatti, di forme diverse e concettualmente indipendenti. Al riguardo basti pensare che la prima è inconcepibile senza un forte decentramento e solide autonomie locali, mentre la seconda non lo è affatto: vedi caso Referendum Abrogativo.

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