Bruno Perazzolo

Un film sul perdono che, sia pure indirettamente, può dare un’idea molto concreta delle atrocità compiute dal regime iraniano contro il suo popolo che, anche in questi giorni e, grossomodo, per gli stessi motivi, trova il coraggio di protestare e scendere per strada.

Vahid è un meccanico. Un giorno si presenta alla sua officina un tizio rimasto per strada per via di  un guasto alla sua automobile. Vahid rimane sbalordito, quasi non crede a ciò che vede. Si tratta proprio del suo aguzzino, dell’agente dei servizi segreti dal quale – in carcere per aver protestato contro il regime degli ayatollah a causa delle dure condizioni economiche cui è sottoposta la popolazione – Vahid ha subito pesanti sevizie che ne hanno compromesso la salute per il resto dei suoi giorni. Inizia da qui, con un ribaltamento dei ruoli, una specie di ossessiva avventura. Una sorta di viaggio a ritroso. Un viaggio nel corso nel quale Vahid – dopo aver ridotto il suo torturatore a suo prigioniero e dopo aver coinvolto nella sua tormentata ricerca della verità, una serie di altre persone, vittime come lui della brutalità del regime – viene progressivamente assalito dal dubbio.

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Bruno Perazzolo

Tom Waits interpreta un padre che vive, isolato e lontano dai figli, intento a rappresentare una falsa condizione di povertà e decadenza fisica allo scopo di estorcere loro del danaro. Charlotte Rampling mette in scena una madre, scrittrice semi-autistica, tutta forma e nessuna sostanza, che viene ripagata dalle figlie pressappoco con la “stessa moneta”.  Skye (Indya Moore) e Billy (Luka Sabbat) sono fratelli gemelli che si ritrovano a Parigi per gestire quanto lasciato dai genitori improvvisamente deceduti in un incidente aereo che rappresenta il naturale epilogo di una specie di “vita spericolata e suicida”. La scenografia si sviluppa su tre paesi: Stati Uniti, Irlanda e Francia. Alcuni ambigui particolari tengono significativamente insieme le storie raccontate …Continua

Bruno Perazzolo

Malgrado certo “immaginario collettivo” ritenga che le idee di comunità e di anarchia si sposino perfettamente, nella realtà le cose vanno in maniera completamente diversa ….
La pellicola che è stata tratta da una storia vera risalente agli anni ’90 dello scorso secolo. Philippe Héraud è un ex insegnante che, “insofferente della burocrazia e delle cose senza senso che si insegnano ai ragazzi”, si è dedicato, con la sua famiglia, alla pastorizia. Lascia i Pirenei, dove si era dapprima stabilito con le sue capre, per via di una centrale atomica in costruzione e cerca casa nelle valli occitane del Piemonte. La trova in un piccolo paesino di montagna, sperduto e in via di spopolamento, ma non del tutto spento. ….

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Bruno Perazzolo

Tratto dal racconto autobiografico del vero Mathyas Lefebure, Mathyas è un giovane intellettuale smarrito. Ha deciso, però, di rompere i ponti con la sua professione di “scrittore al servizio del marketing”. Parte dal Canada per approdare in Provenza con un sogno: fare il pastore portando le greggi transumanti sino alla montagna dove l’erba è più verde e nutriente. Un cammino, il suo, alla “ricerca dell’essenziale”. Un cammino che, classicamente, non sarà privo di incognite e di pericoli. Ad attenderlo un mondo ambiguo dove barlumi di luminosa gentilezza si mescolano alla prevalente violenza. Inizialmente qualcosa di simile all’inferno dantesco dal quale, un miracoloso incontro lo aiuterà ad uscirne per gustare, almeno a tratti, qualcosa di assai vicino al paradiso.Continua

Bruno Perazzolo

Tutti sappiamo che perdonare spesso è difficile, PERO’ ci rendiamo meno conto del fatto che, a volte, perdonare può salvare la vita di chi perdona. Di più! Quando ci si accorge che la propria indulgenza è servita a far rialzare una “persona degna”, il perdono può addirittura migliorare la vita di chi si è dimostrato indulgente. È questa l’idea che, probabilmente, sta all’origine della pellicola, al solito decisamente ben condotta nella maniera in cui, da tempo, il cinema francese ha mostrato di saper fare.

Michelle è un’ex prostituta che, con la nascita della figlia (Valérie), ha abbandonato la professione. Il rapporto con la figlia è stato, poi, un idillio. Un idillio che è durato sino a quando non s’è saputo dell’ex professione di Michelle. Continua

Bruno Perazzolo

Il film richiama alla mente un incrocio di storie tra “Pretty woman” (1990) e “L’ultima corvée” (1973). Una prostituta di Brooklyn, Ani, incontra il suo “principe azzurro”, Zakharov. Questi, però, diversamente dal Richard Gere di “Pretty Woman”, si rivelerà nulla di più che un adolescente consapevolmente viziato. Infatti, come da manuale, la sua famiglia di moderni oligarchi russi, nelle pseudo-avventure pseudo-romantiche del proprio pargolo, consumate in “terra d’Occidente”, altro non vede che una sorta di tirocinio alla prepotenza di chi (Zakharov) deve crescere senza il senso del limite, senza mai ringraziare per davvero e senza mai dover chiedere scusa. Invece, proprio come nell’”Ultima corvée”, Igor, che sembra uscito dalla penna di un classico della letteratura russa, impersona la parte del “carceriere buono”.

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Il dramma di una famiglia che riflette quello di un’intera epoca

Bruno Perazzolo

Luis è un ragazzo promettente e “normalmente inserito nel sistema”. Ha successo negli studi e andrà alla Sorbona …….. Fus, suo fratello, non ha concluso gli studi per il diploma di metalmeccanico, è disoccupato e benchè promettesse bene nel calcio, intorno ai 22 anni, lo abbandona per aderire ad un gruppo di amici di estrema destra. Malgrado l’abisso che li separa, Luis e Fus sono molto uniti tra loro e al padre Pierre ….. la pellicola ci mette di fronte ad una famiglia normale e solidale che, però, verrà comunque travolta dal “cambiamento d’epoca” che, da almeno un decennio, interessa la Francia e tutto l’Occidente

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Bruno Perazzolo

Questo “non è un paese per vecchi”. È il titolo del film dei Coen, ma potrebbe ben essere la sintesi del film The Substance ……
Elisabeth Sparkle è stata una Diva del fitness. È sulla soglia della cinquantina e tutto, intorno, glielo fa capire. Viveva agiatamente solo per il suo Pubblico e per il suo Business. Pubblico e Business che, tuttavia, non intendono rinunciare al mito dell’eterna giovinezza ed ai profitti che su questo mito si possono lucrare. Improvvisamente, però, in prossimità della vecchiaia, malgrado lo straordinario “investimento sul proprio corpo”, dal centro della vita si ritrova, sola, ai margini. Messa da parte come si fa con un “contenitore vuoto senza neppure l’obbligo di essere restituito”. Ma ecco che le si prospetta, sull’orlo della disperazione, la possibilità di disporre di “una versione migliore di sé” quando ancora era giovane.
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Bruno Perazzolo

Mahin è vedova da trent’anni.  Vive a Teheran. La sua vita si sta chiudendo. Figli e nipoti vivono lontano, all’estero. Li sente, per telefono, impegnati in mille cose che lasciano poco spazio alla conversazione. Anche le sue frequentazioni fuori casa si sono ridotte a fare la spesa o poco più. Il giro di amiche con le quali, in passato, condivideva serenamente molto del suo tempo da pensionata, oramai, per vari motivi, riesce a ritrovarsi solo una volta l’anno, in occasione di un pranzo che, a malapena, per qualche ora, riesce a colmare l’amarezza di tanti mesi di separazione. Mahin, però, non è disperata, non intende rinunciare a ciò che di meglio la vita può riservare all’uomo. Mahin ha una grande idea: celebrare una festa con tutto ciò che la festa comporta
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Dario Nicoli

Monte Wildhorn (interpretato da uno splendido Morgan Freeman) è un anziano scrittore che ha avuto nel passato un certo successo con libri western, ma che ha perso l’ispirazione dopo un lutto familiare ed un incidente che l’ha obbligato alla sedia a rotelle, e che ha sostituito l’amore per la vita con quello per la bottiglia, decide di passare l’estate sulle rive di un lago del Nord America (in realtà Greenwood nello stato di New York), un luogo appartato dal clamore del mondo editoriale e che dovrebbe essere più consono al suo desiderio di solitudine ed autocommiserazione. Ma in realtà egli ha aderito, affatto convinto, all’idea del nipote che desidera ritrovare lo zio che conosceva prima di questa crisi.
………… il film presenta tutti gli ingredienti che potrebbero portare ad un esito scontato e dal tono sentimentale. Un esito che, però, lo scrittore Guy Thomas ed il regista Rob Reiner evitano con grande perizia offrendoci, all’opposto, un quadro delicato e avvincente.Continua