Dario Eugenio Nicoli

È vero che in quasi duecento anni la temperatura media globale è risultata superiore di circa 1,43 °C, facendo del periodo 2015-2025 gli undici anni più caldi mai registrati, ma si sa che le medie sono semplificazioni; in realtà, nelle precipitazioni si registrano fortissime differenze territoriali. Ad esempio Francia e Italia hanno visto entrambe l’aumento di ondate di calore, mentre Germania, Polonia e buona parte della Scandinavia hanno registrato un eccesso di pioggia.

È quindi più verosimile la tesi dell’alterazione di un sistema complesso in cui sono in gioco molti fattori; per questo è errato attribuire “a macchinetta” ogni singolo temporale, incendio, siccità o alluvione al cambiamento climatico, mentre risulta più utile il concetto di rischio climatico differenziato.

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di Bruno Perazzolo

L’amica Gabriella mi ha inviato questo articolo che mi ha suggerito un paio di riflessioni o, meglio, associazioni, che spero possano risultare interessanti per il nostro cammino. Per come l’ho inteso io, “The virtue of discretion: When the rules break down, you must judge what to do on your own. Discretion is necessary for navigating the muddle of life” verte su tante questioni; tra queste una domanda risulta cruciale. Credo la si possa formulare così: “negli organismi viventi, organizzazioni sociali comprese, poiché le regole non hanno tutte lo stesso rilievo, quale relazione intercorre tra quelle più e quelle meno importanti in rapporto all’adattabilità dell’ente considerato?”

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