Il Manchesterism di Andy Burnham: una risposta democratica alla minaccia populista.
Bruno Perazzolo
Lo scorso giugno, nel Regno Unito, è accaduto qualcosa di molto importante cui, forse, non sono stati dedicati l’attenzione e l’approfondimento necessari. Il laburista Andy Burnham ha sconfitto, con il 54,8 % dei voti, la formazione politica di Nigel Farage, Reform UK, che non è andata oltre il 34,5 %, nelle elezioni suppletive di Makerfield. Il partito populista aveva puntato molto su questo seggio. Dopo il successo nelle precedenti amministrative locali di appena un mese prima, caratterizzate dalla debacle del Labour a guida Starmer, un’ulteriore vittoria del candidato di Farage, Rob Kenyon, avrebbe, se non ancora formalmente, quantomeno simbolicamente dato il colpo di grazia alla sinistra e incoronato la destra sovranista. Invece non è andata così. Anzi! L’altra brutta notizia per Farage è venuta dai sondaggi che lo danno nettamente sfavorito rispetto al neoleader laburista nell’intero UK. Ora, l’insieme di questi fatti potrebbe già giustificare un articolo di cronaca politica ………………….. Insomma, ce n’è già abbastanza per suscitare la curiosità del lettore medio. Però, perché, come ho appena sostenuto, oltre alla menzione di cronaca, la vittoria di Burnham dovrebbe meritare anche molta più attenzione e approfondimento? Direi per tre motivi che svilupperò in due articoli.
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