Dario Nicoli

È di grande sostegno, e consolazione, l’avere un Presidente come Mattarella che sa dire parole di verità sulla guerra della Russia in Ucraina e sul compito dell’Europa, un evento che appare sempre più decisivo per il nostro futuro prossimo.

Nel discorso di fine anno agli ambasciatori accreditati in Italia, il Presidente ha ricordato che questo sarà «il quarto Natale di guerra per il popolo ucraino. Si moltiplicano gli attacchi russi alle città e alle infrastrutture civili ed energetiche. Le vittime civili sono sempre più numerose».

La responsabilità di tante morti, di tanto dolore e distruzione è a carico di «un protagonista della comunità internazionale, la Federazione Russa» che ha sciaguratamente scelto di stravolgere il percorso che dalla fine della Seconda guerra mondiale ha garantito un lungo periodo di pace «ripristinando con la forza l’antistorica ricerca di zone di influenza, di conquista territoriale, di crudele prepotenza delle armi». Un giudizio netto, con un linguaggio che volutamente rifugge dalle formule sfumate ed allusive della diplomazia dei tempi ordinari, che conferma la gravità del momento che stiamo attraversando.Continua

Bruno Perazzolo

Quanto scrive Dario Nicoli nel suo articolo “Grazie, presidente Mattarella” ci riporta al tema della Guerra in Ucraina che, in Pensarbene, avevamo abbozzato qualche anno fa in un contesto forse meno grave dell’attuale: Trump non era ancora tornato alla presidenza USA e, in Europa, sovranisti e populisti erano meno forti. Senza entrare nel merito dei pro e dei contro, degli argomenti a sostegno o di quelli che si oppongono all’aiuto militare, che sono rimasti grosso modo, nella sostanza, gli stessi, mi pare, però, che il percorso fatto dalla nostra associazione in questi anni (2022 – ’25) possa fornire, a coloro che l’hanno seguito con la necessaria attenzione, qualche fondamentale, ulteriore, elemento di analisi. Penso, in particolare, ad un passaggio, tratto dal testo di C. Lasch “la ribellione delle élite: il tradimento della democrazia” che, con Dario, abbiamo posto al centro del recente saggio breve “Argomenti per un modo di vita più umano” ……
Penso poi alle lezione di Joseph Ratzinger …. intitola “Il relativismo, il Cristianesimo e l’Occidente”. ….
E penso infine al discorso di Milan Kundera: “Un occidente prigioniero” ….Continua

Dario Eugenio Nicoli

Chi è il pacifista radicale

Il pacifista radicale è quella persona che, indipendentemente dal contesto e dagli insegnamenti della storia, sostiene sempre la stessa idea: no agli armamenti, ed etichetta chi non condivide questa posizione come guerrafondaio. Egli si oppone all’invio da parte dell’Occidente degli aiuti militari all’Ucraina, il paese aggredito, tacendo sui paesi che alimentano la macchina da guerra della Russia e sorvolando sull’aumento continuo degli obiettivi civili, e propone la resa nei confronti dell’aggressore, adombrando lo spettro della terza guerra mondiale.

Le tre domande
1) Tu affermi che anche la legittima difesa è moralmente inaccettabile; quindi, lo sarebbe anche l’articolo 11 della Costituzione italiana?
Questo articolo recita “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.” Tu citi unicamente le prima quattro parole;Continua

Dario Eugenio Nicoli

Siamo tutti scossi da quanto sta accadendo sul piano internazionale; è qualcosa a cui non siamo preparati, e che si abbatte come un pugno nel nostro stomaco, scuotendoci da una sorta di torpore individualistico che ha colpito i singoli ed anche le istituzioni.

Stiamo prendendo coscienza del rischio che corre il valore che ci sta più a cuore, ovvero la comunità, intendendo con questa parola quel mondo, come dice il filosofo Jan Patočka, «in cui si deve poter vivere, vivere in comune, in cui si deve essere accettati e ricevuti, ricevere quella protezione che ci permette di assumere i compiti concreti di difesa e di lotta contro ciò che ci minaccia».

Non sappiamo quali sono i contenuti precisi delle trattative in corso tra USA e Russia, che avranno valore solo se sottoscritte dall’Ucraina, la quale presumibilmente chiamerà in causa anche l’Unione Europea come garante della sua sicurezza. Ma sappiamo già da ora che sono accaduti tre grandi cambiamenti, che occorre guardare con realismo perché richiedono altrettante risposte immediate.

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Dario Nicoli

La gran parte dei commentatori ha presentato l’intervista al cardinal Pizzaballa al Meeting di Rimini riportandone il contenuto più “giornalistico”, quello che definisce le consultazioni in corso come l’ “ultimo treno” prima della catastrofe. Ma ciò che ha detto il patriarca di Gerusalemme e dei Latini va ancora oltre, è ricco di messaggi più importanti, che aiutano a comprendere un momento altamente drammatico, nel quale la volontà di distruzione reciproca tra i contendenti sembra rendere vani gli sforzi di molti stati nel cercare una via di tregua, se non di pacificazione.

Essi riguardano tre questioni, in cosa è possibile sperare?  Cosa significa perdonare? Infine, la terza, quella decisiva: cosa si intende per pace ed a cosa occorre che le parti rinuncino per poterla realizzare?

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di Dario Nicoli

Facciamo immensa fatica, noi “anime flebili”, a dare un nome appropriato alla mattanza perpetrata nei tre giorni di assalto del territorio di Israele da parte delle “forze d’élite” di Hamas, perché non riusciamo neppure ad immaginare un’esplosione di una volontà di procurare il male così assoluta e così crudelmente disumana.

Preferiamo rifugiarci in categorie mentali come “questione mediorientale” o altre simili; preferiamo consolarci con il gioco delle colpe da entrambe le parti.Continua

di Bruno Perazzolo

Milan Kundera è uno scrittore Ceco, classe 1929, tuttora vivente. Iscritto al partito comunista quand’era ancora studente, ne fu definitivamente espulso nel 1970 per il suo sostegno alla “Primavera di Praga”. Emigrato in Francia ha insegnato nelle università di Rennes e di Parigi. Poeta, scrittore di testi teatrali, racconti e romanzi, tra i quali va ricordato il grande successo dell’”Insostenibile leggerezza dell’essere”, è stato un punto di riferimento importante per la cultura europea in generale e, in particolare, per quella cecoslovacca negli ultimi decenni del ‘900.

Il libro è stato oggetto di due interessantissimi interventi, che consiglio vivamente: quello del politologo Jacques Rupnik e quello di Ezio Mauro intervistati nella seconda parte (dal quarantanovesimo minuto del video) della puntata di RAI 3 “Mezz’ora in più”, condotta da Lucia Annunziata, il 15 maggio ’22.

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Questo contributo è stato scritto in relazione all’introduzione al libro di Milan Kundera, “Un Occidente prigioniero” pubblicata in questo sito.

di Dario Nicoli

Il testo di Milan Kundera ci sollecita ad una riflessione su quale pace si potrà realizzare tra la Federazione Russa e l’Occidente europeo una volta messe a tacere le armi e definiti gli accordi sui confini tra gli stati e sulla ricostruzione dell’Ucraina.

L’autore di Un occidente prigioniero mette in luce il dualismo tra queste due grandi aree geopolitiche e giustamente ne individua le radici nella cultura e nella religione, oltre che nella storia. Ponendosi nell’epoca della Guerra fredda, egli utilizza queste categorie in chiave oppositiva, come contrasto insanabile tra due entità tra di loro inconciliabili: uno scontro tra la forza buona dei valori culturali delle “piccole nazioni” dell’Europa orientale e la violenza bruta da parte dei “vandali”, gli ideologi del regime sovietico.Continua

di Luca Cadili

Quando fu eletto imperatore, Marco Ulpio Traiano (98-117 d.C.) fulminava sulle rive del Reno. Tornato a Roma, lasciò subito la città per sottomettere la Dacia, l’odierna Romania. Morì di ritorno dalla Mesopotamia dopo aver conquistato Ctesifonte, la patria degli indomabili cavalieri dell’Antichità, i Parti. …..
Mentre lasciava Roma per una delle sue campagne militari, un’anziana donna si avvicinò al suo cavallo e lo supplicò di farle giustizia. Traiano non fu sordo alla sua preghiera e la esaudì rimandando la sua partenza. Fu così che l’imperatore meritò il Paradiso e volò nel Cielo dei giusti, il Cielo di Giove, guadagnando anche il plauso di Dante Alighieri che ricorda questi fatti nel XX canto del suo Paradiso. Continua

di Dario Nicoli

L’invasione dell’Ucraina – che speriamo si concluda presto con un accordo che consenta al mondo libero di mettere mano alla ricostruzione e che serva ai russi per coprire la loro ritirata – ha colpito come un pugno nello stomaco l’Occidente scuotendolo dal suo stato di torpore che è soprattutto morale e culturale, prima che politico e militare. Quella stessa sonnolenza che Putin e la sua cricca hanno scambiato per arrendevolezza convincendoli di poter aggredire impunemente il paese vicino per inglobarlo nel proprio impero.Continua