Bruno Perazzolo

L’articolo di Dario “Vivere senza promesse è inumano”, il richiamo al discorso di Papa Leone XIV, mi hanno riportato al nostro “manifesto per un modo di vita più umano”. In particolare, al secondo punto: quello del LEGAME o dell’APPARTENENZA. In mio contributo parte dalle loro conclusioni: che cosa rende la nostra vita parzialmente vuota? Piena di cose inutili che non bastano mai! Come se mancasse qualcosa di essenziale! Con l’auspicio che possano risultare pertinenti, “butto là”, in forma ultra-sintetica, un paio di argomenti aggiuntivi, un paio di associazioni che mi sono passate per le mente leggendo il testo che Dario ci ha proposto.
L’individuo occidentale sembra intrappolato tra due estremi opposti. Da un lato la ragione. L’idea che un ordine meccanico possa essere costruito ARTIFICIALMENTE per ricadere poi, interamente, sotto il nostro controllo. È la promessa messianica / salvifica della tecnologia.
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Bruno Perazzolo

Tratto dal racconto autobiografico del vero Mathyas Lefebure, Mathyas è un giovane intellettuale smarrito. Ha deciso, però, di rompere i ponti con la sua professione di “scrittore al servizio del marketing”. Parte dal Canada per approdare in Provenza con un sogno: fare il pastore portando le greggi transumanti sino alla montagna dove l’erba è più verde e nutriente. Un cammino, il suo, alla “ricerca dell’essenziale”. Un cammino che, classicamente, non sarà privo di incognite e di pericoli. Ad attenderlo un mondo ambiguo dove barlumi di luminosa gentilezza si mescolano alla prevalente violenza. Inizialmente qualcosa di simile all’inferno dantesco dal quale, un miracoloso incontro lo aiuterà ad uscirne per gustare, almeno a tratti, qualcosa di assai vicino al paradiso.Continua

di Bruno Perazzolo

Caterino Lamanna è un operaio cui i sindacati e gli scioperi vanno poco a genio. Viene, perciò, individuato dall’azienda come possibile “informatore” tramite il quale capire “cosa si muove nei reparti”. La lusinga, sostenuta da un fittizio avanzamento di carriera e dal “comodato d’uso” di una Panda aziendale, convince immediatamente il Lamanna che verrà poi assegnato, per svolgere la sua “nuova mansione”, alla Palazzina LAF: una specie di confino in disarmo per “operai e impiegati cattivi” o anche soltanto poco collaborativi……
Il film è tratto da una storia vera di mobbing all’ILVA di Taranto

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