Dario Eugenio Nicoli

Un recente articolo di due filosofi, Paolo Benantib e Sebastiano Maffettone, dal titolo “La colonizzazione del giudizio”, si aggiunge al profluvio di testi sull’intelligenza artificiale; essi però si concentrano sul mondo degli imprenditori americani. Secondo i nostri autori, i colossi dell’automotive, che fino a pochi anni fa ne erano i leader, sono stati sostituiti da quelli del mondo digitale che non  si accontentano più di proporre gli indirizzi economici degli USA, ma vogliono assumerne la guida. Con due tendenze ……………………………………….

In ambedue i casi, i nostri due filosofi intravedono il pericolo di un controllo “dolce” delle coscienze, una sorta di “colonizzazione del mondo interiore” da parte del potere digitale. Essi giustamente sostengono che le persone debbono poter giungere a giudizi autonomi tramite il pensiero critico capace di formulare domande e trovare risposte meditate. Ma la foga polemica li porta a formulare una frase piuttosto sconcertante: per essi, «la capacità di interrogarsi, di abitare l’incertezza senza dissolverla prematuramente, costituisce il nucleo irriducibile di ogni esperienza democratica degna di questo nome».Continua

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di Daniela Mario

Ho letto con interesse i contributi di Dario e di Bruno sulla questione che attualmente appassiona o preoccupa molti, e cioè il complesso rapporto che lega l’intelligenza artificiale (che usiamo già tutti in abbondanza) e l’intelligenza umana. In particolare ci stiamo chiedendo se quest’ultima potrà continuare a dominare il mondo indisturbata come ha fatto finora, pensando che tutto sia stato messo lì a suo uso e consumo, o se subirà un arresto a causa  dell’espansione vertiginosa dell’intelligenza artificiale…..
Ho scritto recentemente un saggio per Brainfoctor su questo argomentoContinua