Dario Eugenio Nicoli

È vero che in quasi duecento anni la temperatura media globale è risultata superiore di circa 1,43 °C, facendo del periodo 2015-2025 gli undici anni più caldi mai registrati, ma si sa che le medie sono semplificazioni; in realtà, nelle precipitazioni si registrano fortissime differenze territoriali. Ad esempio Francia e Italia hanno visto entrambe l’aumento di ondate di calore, mentre Germania, Polonia e buona parte della Scandinavia hanno registrato un eccesso di pioggia.

È quindi più verosimile la tesi dell’alterazione di un sistema complesso in cui sono in gioco molti fattori; per questo è errato attribuire “a macchinetta” ogni singolo temporale, incendio, siccità o alluvione al cambiamento climatico, mentre risulta più utile il concetto di rischio climatico differenziato.

Continua

di Bruno Perazzolo

L’amica Gabriella mi ha inviato questo articolo che mi ha suggerito un paio di riflessioni o, meglio, associazioni, che spero possano risultare interessanti per il nostro cammino. Per come l’ho inteso io, “The virtue of discretion: When the rules break down, you must judge what to do on your own. Discretion is necessary for navigating the muddle of life” verte su tante questioni; tra queste una domanda risulta cruciale. Credo la si possa formulare così: “negli organismi viventi, organizzazioni sociali comprese, poiché le regole non hanno tutte lo stesso rilievo, quale relazione intercorre tra quelle più e quelle meno importanti in rapporto all’adattabilità dell’ente considerato?”

Continua

di Bruno Perazzolo

Richard Sennett, nel suo libro “l’uomo flessibile”, sostiene che il “capitalismo multinazionale”, negli ultimi 40 anni circa, ha cambiato pelle. Le nuove élite non ambiscono più al controllo gerarchico della società, non dettano più procedure, non mirano ad imporre stili di vita. Esigono, invece, che siano gli altri, le singole persone, a trovare il modo di adattarsi ai loro continui cambiamenti, ad un potere che si fa sempre più invasivo e, nel medesimo tempo, meno trasparente e meno palpabile. Viene da qui, secondo Sennett, il nuovo vangelo della flessibilità, della mobilità, dei legami deboli, del cogliere l’opportunità vivendo nel breve periodo.  
“Tutto in un giorno” è un film “mediano”, tra Ken Loach e i fratelli Dardenne. Dal primo prende la crudezza del racconto mentre dai secondi assume il miracolo di flebili segni di speranza. Sullo sfondo il dramma delle famiglie sfrattate che, nella “civile” Spagna (ma nel nostro paese siamo pressappoco sugli stessi numeri), come si evince dai titoli di coda, sono circa 100 – 140 al giorno.

Continua

di Bruno Perazzolo e Emanuela Gervasini

Un film da non perdere. Youri, un ragazzo di 16 anni praticamente orfano, è fortemente legato al quartiere periferico di Parigi, la Cité Gagarine dove è stato accolto ed è cresciuto. Il complesso residenziale verrà dichiarato inagibile e da demolire, ma Yuri non accetta quello che a tutti appare come un destino inevitabile”.Continua