Bruno Perazzolo

Quella dei Gruppi di Cammino è una gran bella realtà che si va diffondendo un po’ ovunque e in  maniera esponenziale. Nata intorno al 2007 – 2009, come in genere accade in questi casi, su iniziativa di singoli cittadini, di alcuni medici legati al territorio e di qualche ASL pionieristica (oggi ATS: Agenzia di Tutela della Salute che fa capo alla Regione occupandosi di prevenzione), una volta tanto, l’idea, “partorita dal basso”, è stata “formalizzata senza venire deformata e/o burocratizzata” dai vertici istituzionali di alcune Regioni, soprattutto del nord e centro Italia. A guardarli superficialmente i Gruppi di Cammino sono un fenomeno che affascina soprattutto per la sua semplicità. Sono Gruppi prevalentemente informali (non ci sono moduli o complicate procedure online da seguire per iscriversi ecc. ecc.), gratuiti, cui si aderisce in completa libertà e godendo della più ampia autonomia locale nello stabilire orari, giorni, percorsi e quant’altro. È vero, c’è un “walking leader” che fa da stabile punto di riferimento per tutto. L’inglesismo, al solito un po’ pomposo e leggermente depistante, occulta, però, una realtà di prossimità molto più domestica e genuina.
Continua

Don Paolo Gessaga

Perché scrivere in una civiltà oramai assorbita dal digitale? Che significa? Che in pochi secondi, utilizzando internet piuttosto che l’intelligenza artificiale, si hanno risposte di qualsiasi genere che un tempo avrebbero richiesto per lo meno una ricerca da condurre su enciclopedie piuttosto che nelle biblioteche. Il gusto del libro stampato, del cartaceo per intenderci, non è del tutto perduto, capita ancora di osservare persone che in treno leggono libri. Perché dico questo? Semplicemente per motivare la mia scelta che dura da oltre vent’anni di scrivere, di mettere su inchiostro (si fa per dire) quanto penso, studio, ascolto e osservo della realtà. La mia passione? I testi che riguardano principalmente tre argomenti: la storia locale spesso analizzata a partire da biografie, i pellegrinaggi per lo più lenti, ossia a piedi, e la famiglia per la quale ho condotto diversi studi. Scrivere mi appassiona, è vero, ma molto di più sentire le risposte dei lettori che avendo letto qualcosa mi danno delle dritte in positivo ed in negativo. Del resto, ogni libro è principalmente una provocazione a pensare, a capire, ad entrare in un argomento

Continua

di Dario Nicoli

Il Covid, accanto ai drammi, ha anche portato qualche dono, uno dei quali indubbiamente è la pratica del camminare che ci ha fatto riscoprire il territorio in cui viviamo e ci ha affratellati alle tante generazioni che ci hanno preceduto, per le quali l’andare a piedi costituiva il principale mezzo di spostamento.Continua