di Bruno Perazzolo

Che cos’è un’Enciclica? Secondo il quotidiano Avvenire è un indirizzo che il Papa rivolge a tutta la Chiesa Cattolica riguardo a come affrontare nuove problematiche (cosiddette sfide) nello spirito della fede professata. In quest’ottica occorre però, soprattutto nel caso dell’enciclica Laudato si’ suggerire, umilmente, una rettifica. L’opera del Papa, in virtù delle riflessioni e degli approfondimenti sollecitati, è rivolta all’intera umanità: cattolici e non, credenti, atei o agnostici …..

È con questo spirito che è stato prodotto il podcast “Per un’Ecologia Integrale” incentrato su alcuni brani tratti, a cura di Gaetano Mollo, dall’enciclica “Laudato si'” di Papa Francesco. Il podcast è suddiviso i tre episodi condotti da Antonio Borgato, Dante Milito e Lidia Munaretti e introdotti da Dario Nicoli.
Ringraziamo caldamente Gaetano Mollo, Antonio Borgato, Dante Melito, Lidia Munaretti e Dario Nicoli per il loro fondamentale contributo e vi auguriamo buon ascolto nello spirito del Laudato si’.  Per andare direttamente alla pagina contenete il podcast inserisci questo indirizzo nel browser https://anchor.fm/pensarbene altrimenti clicca su continuaContinua

di Bruno Perazzolo e Emanuela Gervasini

“Alla morte del nonno la maggior parte degli amici vantava dei crediti nei suoi confronti”. Ecco la prima legge di una comunità “tutti sono indebitati con tutti” fino alla morte. Il contrario delle ordinarie “amicizie postmoderne” dove la prima preoccupazione di ciascun “partner” è quella di restituire, al centesimo e immediatamente, quanto ha ricevuto.
Belfast, Regia di Kenneth Branagh con Caitriona Balfe, Judi Dench, Jamie Dornan, Ciarán Hinds, Colin Morgan. Genere Drammatico, Gran Bretagna 2021, durata 98 minuti. Un film autobiografico che, a volte, sembra concedere troppo al sentimento, ma che, alla fine, resta un bel racconto romanzato della crisi di una comunità travolta dalla storia.
Belfast, Regia di Kenneth Branagh con Caitriona Balfe, Judi Dench, Jamie Dornan, Ciarán Hinds, Colin Morgan. Genere Drammatico, Gran Bretagna 2021, durata 98 minuti. Il film, per ora, dovrebbe essere solo nelle sale cinematografiche, ma a breve lo si dovrebbe poter vedere in streaming su Netflix o Amazon e anche su altre piattaforme.
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di Dario Nicoli

Mentre i tempi della Brexit e del patto di Visegrad sembrano lontanissimi a causa dell’accelerazione della storia provocata dalla risposta europea alla pandemia ed all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, il terreno dello scontro politico e culturale dell’Unione europea si è spostato sulle elezioni presidenziali in Francia. La scelta tra Macron e Le Pen sembrerebbe riproporre lo stesso copione del passato, ma la realtà è ben diversa: la posta in gioco non consiste più nella critica sovranista alla “sovrastruttura” europea a favore degli stati nazionali, ma in una difesa attiva dei valori della democrazia e della libertà contro le autarchie nazionaliste e la loro visione del mondo.Continua

di Bruno Perazzolo e Emanuela Gervasini

A ridosso dell’imminente ballottaggio nelle elezioni presidenziali francesi, ripeschiamo questo libro recensito solo qualche mese fa la cui lettura, pensiamo, possa offrire qualche elemento di riflessione in più su quanto sta accadendo in Francia e non solo. Continua

di Bruno Perazzolo

Alcuni fatti: i movimenti che approdano alla Cancel Culture sostengono, di norma, il multiculturalismo e il valore delle differenze, in genere tratti fondamentali dei progressisti e della sinistra. Vengono però, malgrado il loro profilo culturale formalmente aperto, spesso additati come bigotti e intolleranti. Per contro, coloro che si oppongono, accusando gli epigoni della Cancel Culture di intolleranza e bigottismo, manifestano spesso simpatie per sistemi politici illiberali e autoritari. Al riguardo l’ultimo, eclatante episodio, al limite del grottesco, è stato quello della “scesa in campo” di Putin contro Cancel Culture a sostegno della “libera manifestazione del pensiero” dell’autrice di Harry Potter, J.K. Rowling.
Come spiegare questi fenomeni che i filosofi, penso, ricondurrebbero al termine “aporia”, ovvero a un’evidente difficoltà del pensiero?Continua

di Dario Nicoli

L’invasione dell’Ucraina – che speriamo si concluda presto con un accordo che consenta al mondo libero di mettere mano alla ricostruzione e che serva ai russi per coprire la loro ritirata – ha colpito come un pugno nello stomaco l’Occidente scuotendolo dal suo stato di torpore che è soprattutto morale e culturale, prima che politico e militare. Quella stessa sonnolenza che Putin e la sua cricca hanno scambiato per arrendevolezza convincendoli di poter aggredire impunemente il paese vicino per inglobarlo nel proprio impero.Continua

Il libro esplora il ruolo dei meccanismi sensomotori e metaforici nei processi di apprendimento e di insegnamento allo scopo di favorire, non solo negli insegnanti, ma in tutti coloro che si confrontano con il fare educativo, una maggior consapevolezza delle reali condizioni che innescano i processi di rispecchiamento utili alla costruzione della conoscenza. A breve sarà disponibile anche la versione e-book su Amazon.

Introduzione al testo

Che cosa s’intende per “rappresentazioni sensomotorie e metaforiche” e cosa mi ha portato ad occuparmene? L’interesse per il tema nasce dai ragionamenti sviluppati da Vittorio Gallese intorno al costrutto di embodied simulation, conseguente la scoperta dei neuroni specchio, e dagli studi condotti da Lakoff e Johnson, approdati al concetto di metafora cognitiva ..
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di Bruno Perazzolo

Si dice che la storia dovrebbe essere maestra di vita (Cicerone: I sec. a.C.). Ci sono però due modi per sottrarsi a questo ragionevole auspicio. Il primo è quello di non occuparsene affatto, il secondo è quello di dire che sì, va bene, ci sono delle analogie, ma la situazione era completamente diversa. E’ infatti evidente che, ricercandole opportunamente, delle differenze si trovano sempre nell’ottica di sottrarsi agli insegnamenti del passato quando, questi ultimi, dovessero risultare, per un qualche motivo, scomodi. Tuttavia è anche vero che molti continuano ad occuparsi di storia rimanendo dell’idea che questa possa servire ad orientare con maggiore sicurezza le nostre scelte presenti e future. E’ dunque a questo tipo di persone che questo articolo e i relativi documenti, si rivolgono con l’auspicio che possano fornire qualche ulteriore elemento di riflessione in un contesto in cui, tutti, dovremmo sentirne un grande bisogno.
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di Bruno Perazzolo e Marta Bosetti

Il film porta nello schermo la pura tragedia umana. La vicenda della protagonista, Aida, tiene lo spettatore incollato allo schermo senza mai oscurare lo sfondo di un’autentica guerra combattuta in Bosnia – Herzegovina, ma che si sarebbe potuta ambientare in tante altre parti del mondo dove il medesimo dramma si ripete nell’impotenza della comunità internazionale. Aida, impiegata dai militari ONU come interprete, posta di fronte alla catastrofe umanitaria che le si prospetta a causa dell’avanzata dell’esercito serbo, ricorre ad ogni mezzo, legittimo e non, per salvare la sua famiglia e, con essa, tutto ciò che, oltre al suo lavoro di insegnante, la tiene aggrappata al mondo. La parte rimanente del racconto altro non è che storia vera: il cinico massacro di Srebrenica in cui trovarono la morte circa 8.000 civili, musulmani bosniaci, completamente inermi. Continua

di Bruno Perazzolo

“Una crisi ci costringe a tornare alle domande; esige da noi risposte nuove o vecchie, purché scaturite da un esame diretto; si trasforma in una catastrofe solo quando noi cerchiamo di farvi fronte con giudizi preconcetti, ossia pregiudizi, aggravando così la crisi e per di più rinunciando a vivere quell’esperienza della realtà, a utilizzare quell’occasione per riflettere, che la crisi stessa costituisce” (Hannah Arendt, Tra passato e futuro, Milano, Garzanti 1991). Dovendo presentare le sei clip introduttive all’opera di Lasch “La ribellione delle élite – il tradimento della democrazia”, non ho potuto fare a meno di menzionare, per l’ennesima volta, le citatissime frasi di Hannah Arendt. La tragedia della guerra in Ucraina, infatti, obbliga, chiunque abbia a cuore la democrazia e la migliore tradizione occidentale, a tornare alle domande fondamentali sui nostri valori alla ricerca di nuove risposte volte a contrastarne l’evidente declino. Una volta rimossa ogni ambiguità riguardo all’attuale necessità di sostenere in tutti i modi la resistenza del popolo ucraino e di condannare nel maniera più assoluta l’aggressione dell’esercito russo, nella speranza che tutto ciò possa condurre ad una vera pace, sarebbe quanto mai disgraziatamente miope misconoscere le nostre colpe e le nostre debolezze.  Continua