Il libro esplora il ruolo dei meccanismi sensomotori e metaforici nei processi di apprendimento e di insegnamento allo scopo di favorire, non solo negli insegnanti, ma in tutti coloro che si confrontano con il fare educativo, una maggior consapevolezza delle reali condizioni che innescano i processi di rispecchiamento utili alla costruzione della conoscenza. A breve sarà disponibile anche la versione e-book su Amazon.

Introduzione al testo

Che cosa s’intende per “rappresentazioni sensomotorie e metaforiche” e cosa mi ha portato ad occuparmene? L’interesse per il tema nasce dai ragionamenti sviluppati da Vittorio Gallese intorno al costrutto di embodied simulation, conseguente la scoperta dei neuroni specchio, e dagli studi condotti da Lakoff e Johnson, approdati al concetto di metafora cognitiva, di cui mi occuperò nei capitoli che seguono. Parlare contemporaneamente di “rappresentazioni sensomotorie” (siamo ad un livello di descrizione sub-personale, ovvero al di sotto della coscienza) e di apprendimento (esperienza cosciente) implica far dialogare tra loro due livelli descrittivi solitamente ben distinti e tenuti separati dalla scienza. L’approccio utilizzato, anche dal punto di vista metodologico, è pertanto interdisciplinare: si avvale infatti, sia delle evidenze messe in campo dalle neuroscienze cognitive negli ultimi trent’anni, sia dei progressi ottenuti nell’ambito delle scienze umane, ivi compresa la fenomenologia, unitamente ad alcune ricerche condotte durante e a seguito del mio dottorato di ricerca. Gli studi e le evidenze empiriche a cui attingerò, e che offrono l’impalcatura a tutto il ragionamento esposto, sono accomunati dall’approccio embodied alla conoscenza e dalla natura incarnata della mente, ovvero la stretta relazione di quest’ultima con i meccanismi che si verificano a livello neurale, a loro volta collegati al corpo che abbiamo e soprattutto al movimento.

Le riflessioni che ne sono seguite mi hanno condotto ad esplorare il ruolo dei processi immaginativi e metaforici nello sviluppo della conoscenza, occupandomi in particolare della funzione che rivestono nella comprensione del testo (scritto o orale che sia). Lo scopo di questi studi è proprio quello di rintracciare i meccanismi che potrebbero fornire un anello di congiunzione tra il modo di funzionare dell’ambiente neurale e il modo di processare le risposte coscienti del soggetto. Anello di congiunzione di tutto il ragionamento è il concetto di “struttura”, inteso come configurazione/forma che si forma a partire da precise relazioni oggetto-scopo (schema sensomotorio), che mappiamo nel corso delle nostre esperienze, e la cui attivazione in corrispondenza di determinati stimoli ambientali determina la rappresentazione che ci formiamo della realtà.

Gli stessi schemi sensomotori fornirebbero poi la struttura di base per la costruzione e la comprensione delle metafore, così come vengono utilizzati per la costruzione e comprensione del linguaggio. Per accompagnare il lettore a tessere la trama del ragionamento qui sviluppato, si offrirà dapprima una breve panoramica storica delle concezioni dell’apprendimento dai primi anni del ‘900 ai modelli attuali (cap.1), soffermandomi in particolare su alcuni autori le cui idee, non solo hanno esercitato un ruolo fondamentale nella costruzione del sapere psicopedagogico del ‘900, ma forniscono anche l’orizzonte concettuale corrispondente all’argomentazione sostenuta.

Nel capitolo 2, a supporto dei ragionamenti svolti, si presenterà  l’approccio embodied della comprensione, rafforzato dalle scoperte maturate in ambito neuroscientifico. Il capitolo 3 sarà dedicato al contributo delle Neuroscienze cognitive alla crescita della conoscenza, con particolare riguardo ai processi di comprensione e apprendimento (cap.4), un ambito di studi rivelatosi assai fertile per sviluppare il ragionamento sul rapporto tra le rappresentazioni sensomotorie e l’apprendimento, unitamente alla natura metaforica della comprensione (cap.5). Seguirà la presentazione di alcune ricerche  sulla comprensione embodied del testo (cap.6) e sulle implicazioni pratiche delle rappresentazioni sensorimotorie e metaforiche nei contesti scolastici (cap.7).

Lo scopo del libro è quello di offrire agli insegnanti, ai genitori e agli studenti di scienze psicologiche e dell’educazione, alcune riflessioni derivanti dalle implicazioni di questi meccanismi nei processi di insegnamento e apprendimento, per poterli osservare e utilizzare nei contesti scolastici e non solo.

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1 commento

  1. Author

    Daniela Mario nel suo libro, appena pubblicato da Generis Publishing, intitolato “Il ruolo delle rappresentazioni sensomotorie e metaforiche nell’apprendimento”, sostiene che per comprendere e apprendere concetti nuovi noi confrontiamo, in modo del tutto inconsapevole, gli stimoli esterni (sotto forma di configurazioni) con gli schemi motori che possediamo, e da questa comparazione deriverebbe ciò che percepiamo, pensiamo e le azioni che facciamo. Potremo chiederci: quanto impattano, nell’acquisizione delle competenze dei ragazzi, la ridondanza delle pratiche, gli “schemi” che offriamo loro a tutti i livelli, e come questi incontrano le loro “configurazioni”?
    La loro rilevanza, in positivo o in negativo, secondo la tesi sostenuta nel libro, dipende in primis da questo corrispondenza tra “forme” del pensiero e forme esterne, le quali comunicano, in modo automatico, attraverso il meccanismo cognitivo della metafora, ovvero attraverso la somiglianza/ridondanza di configurazioni, che danno significato a quanto si percepisce: dalla conduzione dei laboratori, alla cura degli ambienti, delle relazioni sino ad arrivare al cuore della didattica. Gestire questi aspetti consapevolmente diventa dunque essenziale sia per la qualità dell’insegnamento sia per gli esiti di apprendimento.

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