Bruno Perazzolo

Recentemente PensarBene ha pubblicato due articoli: “sommosse di piazza” e “la banalizzazione del Sacro”. Come accennato in alcuni commenti, incentrati sulla crisi della famiglia e della sua funzione educativa, malgrado l’apparente lontananza dei temi affrontati, tra i due testi penso esista  un legame profondo. Alla base di tutto stanno due domande: “Da dove, essenzialmente, viene il disagio che attraversa una parte importante del mondo giovanile? Quali sarebbero i diritti negati che ne spiegherebbero, in larga misura, la rivolta?

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Bruno Perazzolo

Recentemente Don Paolo Gessaga ha pubblicato su questo blog “Una Riflessione sulla festa dei Santi e non di altro ….”. Il 31 ottobre molti festeggeranno Halloween. Lo festeggeranno il giorno prima della festa di Ognissanti. Dunque, il titolo che Don Paolo ha dato al suo articolo parla da solo. Per come l’ho inteso io, nel pieno rispetto del significato religioso di Halloween, già nel titolo, Don Paolo ci invita a riflettere su un fenomeno molto più ampio: la “banalizzazione del Sacro” e la perdita di identità, di valori che, nelle nostre comunità, ne consegue.

Per spiegarmi meglio utilizzo una metafora….

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Bruno Perazzolo

La vita nelle società australiane primitive passa alternativamente tra due fasi diverse. Talvolta la popolazione è dispersa in piccoli gruppi che, indipendentemente gli uni dagli altri, sono indaffarati nelle loro occupazioni. Ogni famiglia vive allora per conto proprio, cacciando, pescando, cercando, cioè, di procurarsi il nutrimento indispensabile. In questa fase prevale lo spirito laico, l’attività profana, la razionalità, l’economia, lo scambio, l’isolamento. La vita scorre tenendosi il più possibile alla larga dalle emozioni e il più possibile vicina ai propri interessi. Scorre o, meglio, “si trascina”, quasi sempre in modo ordinario, routinario, monotono e, non di rado, faticoso. In altre circostanze, al contrario, la popolazione si concentra, le famiglie e i clan della tribù si riuniscono per giorni o mesi. È in queste occasioni che hanno luogo i corrobori, le feste comunitarie più importanti caratterizzate da tutt’altro tono.
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di Dario Nicoli

Facciamo immensa fatica, noi “anime flebili”, a dare un nome appropriato alla mattanza perpetrata nei tre giorni di assalto del territorio di Israele da parte delle “forze d’élite” di Hamas, perché non riusciamo neppure ad immaginare un’esplosione di una volontà di procurare il male così assoluta e così crudelmente disumana.

Preferiamo rifugiarci in categorie mentali come “questione mediorientale” o altre simili; preferiamo consolarci con il gioco delle colpe da entrambe le parti.Continua