Esiste un legame tra la disperazione e la fede?

Bruno Perazzolo

Gustav è un famoso regista avanti con gli anni. Nora, la prima delle due figlie, è un’attrice di teatro, di talento e successo. Qualcosa di fondamentale, nelle e tra le loro vite, si è spezzato. La madre di Gustav, partigiana, internata e torturata in un campo di concentramento nella seconda guerra mondiale, una volta tornata a casa, si è poi suicidata. Il figlio, Gustav, dopo innumerevoli, violente liti, ha divorziato dalla moglie e lasciato famiglia e figlie per concentrarsi sul lavoro e, con ogni probabilità, dedicandosi a coltivare altri rapporti con l’altro sesso nei confronti del quale si dimostra decisamente interessato. A pagare il prezzo più alto di questa separazione è stata Nora cui il prendersi cura della sorella minore non è servito a colmare la separazione dei genitori e, soprattutto, l’abbandono del padre. Il funerale della madre di Nora farà rincontrare Nora e il Padre facendone emergere le rispettive disperazioni.

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Cosa abbiamo capito sull’Afghanistan? Selezionando al massimo il profluvio di parole spese su questo tema, di importante rimane quanto detto dal Papa e dal Presidente della Repubblica. Papa Francesco ha dichiarato che «un modello troppo occidentale di democrazia è stato esportato in Paesi come l’Iraq, dove un governo forte esisteva già in precedenza. Oppure in Libia, dove esiste una struttura tribale. Non possiamo andare avanti senza prendere in considerazione queste culture». Il Presidente Sergio Mattarella nel messaggio del 12 scorso ai partecipanti al G20 Interfaith Forum 2021 ha sostenuto che «l’idea di riunire studiosi, rappresentanti delle diverse fedi ed esponenti della società civile in uno specifico momento dedicato alla dimensione spirituale, costituisce una scelta lungimirante, particolarmente in una congiuntura in cui si ripresentano tentazioni di utilizzare le espressioni religiose come elemento di scontro anziché di dialogo. La consapevolezza di come il fattore religioso sia elemento importante nella costruzione di una società internazionale più giusta, rispettosa della dignità di ogni donna e di ogni uomo, si va sempre più radicando».
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