Bruno Perazzolo

Nel precedente articolo “Il Manchesterism di Andy Burnham: una risposta democratica alla minaccia populista” ho mostrato come la travolgente ascesa di Andy Burnham non sia stata un improvviso “naso di Cleopatra”, ma il risultato di un percorso ventennale sulla via pragmatica della devolution. Il suo profilo si è imposto sia sui populisti di Reform UK sia nel Labour, non per aver inventato il decentramento e l’autonomia, ma per avergli conferito la dignità di una strategia politica guidata da un profondo rinnovamento morale. È da qui che prende vita il cosiddetto Manchesterism. Ma che cos’è, essenzialmente, il Manchesterism? Prima di entrare in argomento, premetto che il mio interesse è qui focalizzato esclusivamente sul modello. Lascio quindi da parte l’indagine sui motivi che hanno portato il partito laburista ad accogliere idee in contraddizione con il suo passato prevalentemente centralista e tecnocratico. Al riguardo, mi basta, per ora, la spiegazione dello stesso Burnham: per la sinistra si tratta dell’ultima chance per rimanere politicamente significativi evitando di cedere ai populisti quel che resta della propria base popolare. Idem per quanto concerne la coerenza di Burnham.

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Valerio Corradi (Docente di Sociologia del territorio, Università Cattolica di Brescia)

La globalizzazione che abbiamo conosciuto tra la fine del Novecento e l’inizio del XXI secolo, superficialmente fatta coincidere con processi come la modernizzazione, l’occidentalizzazione, l’estensione planetaria dell’economia di mercato, è entrata in una nuova fase che al momento è difficile da decifrare ma che ha ricadute importanti sul rapporto tra locale e globale.

Uno dei segnali più evidenti di questa transizione è il ritorno in gioco dei territori dopo che essi sembravano essere irrimediabilmente in crisi sotto l’influenza dei flussi e delle dinamiche planetarie. Oggi non solo i territori recuperano centralità, ma si risvegliano identità di luogo e vengono riscoperte specificità e saperi locali che sembravano ormai quasi dimenticati.

Un altro aspetto apparentemente paradossale della nuova globalizzazione è l’attenzione allo spazio dei luoghi ovvero ai contesti concreti di vita dove c’è vicinanza fisica, identità, storia, come possono essere una porzione di territorio, un quartiere, un borgo, una frazione, una località.Continua