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di Dario Nicoli

Molti studenti sono chiamati in queste settimane a scegliere il percorso degli studi superiori, la facoltà universitaria o direttamente un lavoro da svolgere nel tempo prossimo della loro vita. Il Ministero ha emanato una nuova legge sull’orientamento che mette in gioco un grande dispiegamento di attività: 30 ore dedicate ogni anno alla scelta orientativa, uno specialista in ogni scuola oltre ad un corredo di insegnanti tutor, un E-Portfolio su una piattaforma digitale apposita, la richiesta ad ogni studente di produrre un capolavoro in cui concentrare tutte le proprie capacità e competenze e rivelativo del suo intendimento futuro.

Ma tutto questo apparecchiamento riuscirà ad aiutare davvero i nostri giovani ad effettuare una scelta fondata e consapevole, in un tempo tanto diverso dal passato a causa dell’incertezza sulle questioni di fondo? La risposta sta nella piena assunzione da parte della scuola del suo compito culturale, contrastando la negatività e lo scetticismo di cui è imbevuta la cultura del nostro tempo, per far scoprire ai giovani il loro mondo personale così che sappiano intuire per quale disegno e con quale compito stanno nel mondo.

È consigliabile prendere avvio dalle domande che svelano le deformazioni culturali oggi molto diffuse: è proprio vero che tutto cambia continuamente e quindi non vale la pena insegnare il lavoro? che le tecnologie assorbiranno tutto il lavoro umano? che la svolta ecologica impone una decrescita? che lavorare è negazione di sé? che si può vivere umanamente senza lavorare?

Le risposte a queste domande non si possono trovare sul piano delle opinioni, ma nell’avvicinare realmente il lavoro come esperienza vivente che mette in comunicazione le persone tramite la particolare cura che viene posta in opera. Infatti, il punto di corrispondenza tra il mondo della persona e il mondo del lavoro e dell’economia è quello che fa risuonare nella persona una disposizione nel reale.

Il lavoro, come ogni altro atto umano, è come il mare: la parte superficiale, il movimento delle onde, è data dai contratti e dalle tecniche, ovvero tutta quella materia che cambia repentinamente. La parte profonda, invece, è data dai valori e dalla cultura, dai benefici che apporta alla comunità e dalla disposizione tipica in cui la persona si pone entro una certa professione.

È questa impostazione di vita, che sta al fondo delle attività che un lavoratore svolge, il fattore che rende possibile un nesso vitale con le capacità ed i talenti di cui ognuno dei nostri studenti è fatto dono gratuitamente, e che li spinge a metterli a disposizione della comunità e trovare in questo il compimento del proprio io.

Ogni insegnante, nel suo campo, in accordo con uno o più colleghi, con uno o più genitori o altre figure esterne, è chiamato ad introdurre gli studenti nell’avventura culturale che conduce alla scoperta ed all’incontro della società come luogo in cui un’immensa comunità di lavoratori si prende in carico in modo distintivo la cura di un ambito della vicenda umana e sociale, come parte di un’operosità unica orientata al bene.  Se io insegno chimica, sono chiamato ad addentrare i ragazzi nel mondo operoso della chimica: chi sono quelli che vi lavorano, cosa fanno, di cosa si occupano, qual è il valore che apportano alla comunità. E ad indicare le caratteristiche che segnalano nella persona la sua disposizione verso questa professione. La stessa cosa vale anche per chi fa educazione motoria: quali sono le professioni che si occupano del benessere fisico? cosa fanno? dove lavorano? Incontriamo qualcuno ed andiamo insieme a conoscere cosa accade nel loro ambiente. La stessa cosa vale per chi insegna storia: cosa significava “lavoro” nelle diverse epoche storiche, e qual è il suo significato attuale?

È bene che tutti gli insegnanti si prendano il tempo necessario per approfondire – innanzitutto tra di loro e quindi con i propri studenti – le questioni partendo da queste domande, utilizzando un metodo che chiamiamo solitamente critico ma non nel senso negativo, bensì nel senso di suscitare la ragione e il cuore. Il lavoro orientativo della scuola consiste nell’accompagnare gli studenti al momento in cui possono sentire dentro di sé questa voce, questo fuoco che si chiama risonanza.

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3 commenti

  1. Author

    Grazie Dario, concordo con quanto sostieni, specialmente sul tema del lavoro e della sua importanza per la formazione e la pienezza della persona. Come ci siamo detti più volte, tutto ciò andrebbe accompagnato con una vigorosa ripresa dell’autonomia scolastica e dell’alternanza scuola lavoro che, per quanto ne so, negli ultimi anni, sono state notevolmente depotenziate. Il rischio, pertanto, come molti ex colleghi lamentano, è quello che questi provvedimenti aggiungano burocrazia a burocrazia nell’ottica delle solite “riformette” che, a quanto pare, ogni Ministro sembra volersi a tutti i costi intestare indipendentemente dalla loro efficacia

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  2. Cultura, manualità, esperienza sono tre componenti essenziali che devono accompagnare tutti gli studenti sin dalla scuola elementare, naturalmente in base al grado cognitivo. Ricordo che in quinta elementare ricevetti cognizioni di cucito (ed anche tutte le mie compagne) ricamando un portatovaglioli ed una salvietta di cotone nell’ora settimanale di economia domestica. Alla fine dell’anno scolastico potemmo orgogliosamente mostrare ai nostri genitori i nostri manufatti impreziositi da disegni ricamati a punto erba.
    Al 3° anno della Scuola di Avviamento commerciale l’insegnante di disegno fece fare a tutti gli studenti (classe mista) un disegno, a scelta, utilizzando la tecnica del compasso per la sua realizzazione. I disegni vennero incorniciati ed il mio quadro è tutt’ora esposto in casa. Ma, alla scuola superiore (segratariato aziendale) la manualità fu completamente abbandonata e non più materia di istruzione: fu sostituita da uno stage volontario durante le vacanze estive a cui io partecipai. Con un compenso settimanale, lavorai presso la Marketing Italia.
    Il lavoro consistente nel riportare su schede in codice , le varie domande e risposte derivanti da indagini di mercato e pubblicitarie. Bellissimi ricordi! Quindi accolgo favorevolmente le proposte del Ministero dell’istruzione di coinvolgere gli studenti in attività pratiche senza naturalmente trascurare la cultura, fondamentale per lo sviluppo cognitivo degli studenti.

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  3. Economia domestica, disegno, applicazioni tecniche, tutte esperienze di cui le giovani generazioni hanno un forte bisogno per esistere davvero e difendersi dal mondo virtuale!

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