Di seguito pubblichiamo la bozza del manifesto con l’obiettivo di raccogliere commenti e disponibilità dei nostri lettori. Commenti al testo e disponibilità (che potranno essere inseriti anche in fondo a questa edizione) ad intraprendere, insieme, un cammino che, sia pure in un contesto rinnovato, si pone in stretta continuità con il nostro precedente lavoro iniziato nel 2021. La scelta di pubblicare una bozza piuttosto che la versione definitiva mira a fare tesoro dei commenti che riceveremo e degli incontri che proporremo nei prossimi mesi allo scopo di arrivare ad una versione definitiva, maggiormente condivisa, sia del manifesto sia delle principali strumenti da dedicare al nostro futuro, comune impegno.

Il manifesto è disponibile anche in versione videopodcast

a cura dell’Associazione Culturale PensarBene

Siamo entrati in un tempo di caos con guerre provocate da nuovi imperialismi che traggono vigore dall’indebolimento sia dell’ordine sorto dopo la Seconda guerra mondiale sia dello spirito democratico fondato sui valori della persona, della comunità, del dialogo e dell’autentica conoscenza.

Di fronte al declino di un ordine che sembrava eterno, molti dicono che non c’è nulla da fare, altri coltivano il culto del catastrofismo e del disamore della civiltà a cui apparteniamo, altri ancora semplicemente non se ne preoccupano, continuando nel ballo dei fatti propri. Noi siamo più propensi a quanto scritto dallo storico inglese Arnold Toynbee: la civiltà occidentale, a differenza delle altre oramai scomparse, possiede la capacità di rigenerarsi, così come è già avvenuto diverse volte.

Quanto sta accadendo ci impone un profondo ripensamento sul nostro attuale modo di vivere che ha corrotto dall’interno lo spirito originario della nostra società. Quattro anni di ricerca e approfondimento culturale ci hanno consentito di individuare la radice di questo malessere e di proporre un risveglio che ci consenta di vivere in modo più umano, onorando ciò che di grande e buono avvertiamo in noi stessi e della responsabilità e dedizione agli altri ed alla comunità.

Vi proponiamo tre “passi terapeutici”:

La cura dell’anima: siamo chiamati ad abbandonare la postura dell’uomo presuntuoso convinto che il mondo debba mettersi al suo servizio, per assumere quella dell’uomo incantato che sa porsi con umiltà di fronte al mistero, quella porzione di realtà che irrompe da fuori di noi e ci parla. Mai come oggi è tanto indispensabile alla vita la scoperta del sacro e la reverenza che gli è dovuta, che ci trasforma da individui a persone, da vivere tramite un gesto di sincera dedizione entro una delle varie esperienze di neo-comunità di cura (dei più bisognosi, dell’ambiente, dell’istruzione degli stranieri, della vita sana e dell’anima gaudente) che si sono moltiplicate intorno a noi. Ma si incontra anche nel fare bene e con serenità il proprio lavoro ed i compiti che svolgiamo a favore degli altri e della natura.

L’insediamento nel territorio. È un fattore sacro esattamente come lo è il mio prossimo. Entrambe le esperienze sono parte dell’incanto che, ad esempio, riempie di nostalgia chi, dovendo migrare, è costretto a separarsi dall’una come dall’altra. La bellezza, che si riscontra in ogni persona ed ogni cosa, e l’identità che parla di ciò che ci costituisce come persone, risiedono sia nelle relazioni con i nostri simili sia nei rapporti con il paesaggio; quando quest’ultimo si deturpa, a causa del disordine urbanistico, è una parte dell’anima che, ferita, soffre esattamente come quando si perde una persona cara. Ma è impagabile la gioia del condividere e festeggiare insieme. Entriamo così a far parte di una comunità dotata dell’ethos municipale, un luogo in cui si esercitano i doveri a favore della cittadinanza.

Il pensar bene, che significa ricercare una conoscenza orientata dall’amore per la verità ed imparare a distinguere tra chi falsifica la realtà e chi invece rispetta i fatti così come sono e propone interpretazioni oneste. Per allenare questa sensibilità, occorre che ognuno impari a riconoscere nella sua esperienza le notizie di vita buona e dei gesti d’amore anche là dove non ce li aspettiamo, e che ci donano quella levità che ci eleva, piuttosto che il perenne stato d’ansia che indigna e riempie il cuore di amarezza. Così rinasce la democrazia con il gusto del dialogo, del comprendere e del giungere a convinzioni condivise.

Tutti e tre i passi indicati sono cammini già frequentati; la novità della nostra proposta consiste nel concepirli come un unico movimento di risveglio, orientato alla fraternità universale, segno sicuro dell’ingresso in un mondo nuovo veramente abitabile.

Il Manifesto è disponibile anche nella versione videopodcast

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11 commenti

  1. Questo manifesto riassume perfettamente i motivi per cui faccio volentieri parte di PensarBene: si tratta di uno spazio dove ritrovare il senso della comunità, dove trovare persone che – seppur con idee diverse – abbiano come scopo comune la salvaguardia del bene comune e dello stare bene insieme. Credo che il modo migliore di raggiungere tali obiettivi sia proprio quello di imparare a pensare bene, come suggerito nel manifesto; di saper riconoscere ciò che è vero e distinguerlo da ciò che viene divulgato con il solo scopo di creare terrore, di incutere timore e di coltivare rabbia verso il mondo. Grazie, oltre che un manifesto e un iter di pensiero, si tratta di un vero e proprio vademecum per curare l’anima dal terrorismo moderno, cioè quello mediatico.

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  2. Abbandonare la postura dell’uomo presuntuoso… e assumere quella dell’uomo incantato, umile.
    Entrare a far parte di una comunità dotata di ethos municipale (complimenti per la definizione!).
    Riconoscere gesti d’amore anche là dove non ce li aspettiamo.
    Mi paiono tre sentieri, forse uno stesso sentiero, che ci riporta a noi stessi.
    Avanti con la riforma del pensiero.

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  3. Grazie per questa splendida e impegnativa proposta, un manifesto di cui avrei molto piacere di conoscere i passi successivi e i contributi di pensiero.

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  4. Ho ascoltato, ho sentito. Mi sono anche emozionata, non solo per il brano scelto, assolutamente coinvolgente, con quel crescendo e quelle note del pianoforte che pare mettano in evidenza il richiamo al risveglio, di cui abbiamo bisogno.
    Bellissimo il manifesto con i colori della primavera e il richiamo della primavera, il nuovo che torna per rinnovarci.
    Condivido tutto ciò che è stato detto e ritengo fondamentale e non del tutto casuale, il vostro incontro. Il tuo Bruno con Dario Nicoli. Insieme state facendo tanto per il bene di chi sa leggervi ed apprezzarvi. Il vostro impegno e dedizione in questo cammino, meritano l’attenzione di tutti. Grazie per la semplicità e la comprensione del linguaggio che arriva dritto al cuore.

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  5. Tutto condivisibile e un bel piano terapeutico! I punti centrali che a mio avviso sono più significativi: la meraviglia e l’insediamento nel territorio. La prima è portatrice di fraternità e amore per il creato in senso ampio. È bello meravigliarsi per un paesaggio ma anche per un nuovo incontro, una persona stimolante. Ogni individuo è un universo meraviglioso. L’insediamento nel territorio ci mette in contatto con gli altri, mette in moto forze collaborative e attive per il bene comune, ci integra nel nostro ambiente. Lo tradurrei con carità e solidarietà. Ama il prossimo tuo…che è appunto prossimo , vicino…come te stesso, che dobbiamo ricordarci di amare. Solo un piccolo monito (a me stessa in primis). Il rischio del volontariato è quello di scadere nel campanilismo (non inteso solo come municipalità ma in generale come presunzione della comunità, del gruppo). Chi vuole pensare bene deve assicurarsi di non cadere in questo corto circuito ma anzi lasciare il gruppo aperto e accogliente. Grazie per gli interessati spunti di riflessione.

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  6. Condivido ogni parola e mi sento molto rappresentata …. la mia vita è stata proprio come i tre passi

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  7. Mi sento profondamente vicina al vostro pensiero che ho sentito affine nel tempo. Vi sono grata per aver potuto condividere con voi, grazie soprattutto al caro Dario Nicoli, ma anche a Bruno Perazzolo e al giovane Natanail Danailov, alcuni momenti del percorso di PensarBene. Sono sempre stati arricchenti e portatori di nuove energie positive. E’ stato importante anche per l’associazione di cui sono portavoce, Family Way, poter ricevere da voi incoraggiamenti e appoggio. Ora leggo in questo Manifesto intenti condivisi intravedendone una nuova forma, più strutturata, che indica, illuminandola, una via percorribile insieme. Mancava forse questo passaggio che si fa azione a dare enfasi alle riflessioni precedenti. Purtroppo, fagocitata da altri ritmi, mi sono persa alcuni passaggi di PensarBene, come molto altro nell’ultimo anno e mezzo, ma commossa vi rileggo e mi ritrovo in voi. Grazie, come sempre!

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  8. Il solo fatto di pensare e di scrivere oggi è rivoluzionario. Lo è ancora di più saper leggere. Non può esserci cambiamento se non attraverso la fatica di pensare e condividere. Ben venga una riflessione ampia e soprattutto ben venga poi la capacità di saperlo comunicare facendo sintesi. Oggi informare è una battaglia quasi in solitaria. Rendere semplice il messaggio e immediato è l’altra cosa da saper pensare bene.

  9. Sono Federica Salvan,residente a Rovigo,ma nata a Bassano del.Grappadove torno per rigenerarmi.
    Sono laureata in Filosofia morale , Fenomenologia ,stile che va all’ essenza presso Università di Padova con specializzazione,abilitante alla docenza .

    Proseguo con Diesse, Bottega di Filosofia con entusiasmo verso la Filosofia.
    Insegno per prove ed errori ad Adria, Rovigo nel campo della comunicazione presso IIS Cipriani , Colombo .
    Nella cura di questa con gentilezza, mitezza tre tematiche proposte proteggono l,’ umano .

    Sono lieta di.partcipare con la scrittura, mia predilezione, terapia, scavando.la parola; vorrò fare questo con il.pensare orientato al bene, in un finalismo benefico.
    Grazie, intanto,in dialogo continuo,
    Federica

  10. Buon Pomeriggio a tutti,
    Mi chiamo Federico Liberati e sono Residente in Toscana, nel comune di Serravalle Pistoiese, sono d’accordo con tutto quanto Enunciato nel manifesto, ma purtroppo per rovesciare tutto questo a mio parere, ci vuole un cambiamento di paradigma, che si traduca in un autentico risveglio spirituale, collettivo individuale che ad aggi la società non consente, il sistema liberale e liberista fondato sull’individualismo e anche sul libero mercato a creato uno spirito individualista dove prevale la competitività l’essere migliori dando risalto all’apparenza e creando una società nichilista ed è molto difficile tornare indietro, se non quasi impossibile.

    1. Author

      grazie mille Federico. Condivido molto quello che dici. Però ci sono anche segni di speranza che i nostri occhi, oscurati dall’ideologia liberale, faticano a vedere. A questi segni, come pensarbene, pensiamo di dare voce. Se lo desideri puoi darci una mano.

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