di Bruno Perazzolo

A volte la nostalgia delle origini può uccidere quando le proprie radici affondano nella violenza e nella prevaricazione. Deve essere questa, probabilmente, la motivazione, più o meno consapevole, che spinge un’intera categoria di persone, a tagliare i ponti con il proprio passato quando, quest’ultimo, è sinonimo di un eccesso di degrado umano e di sofferenza. Felice e Oreste, una grande amicizia vissuta all’insegna del crimine e della volontà di emergere che serpeggia tra i ragazzi arruolati nelle bande del Rione Sanità di Napoli. Due storie parallele, come due facce della stessa medaglia. Due storie che, ad un certo punto, divaricano in gioventù per tornare ad incontrarsi, complice la nostalgia di Felice, alla fine, in età adulta, per consumarsi nella tragedia che nega ai protagonisti ogni velleità di emancipazione.

Nostalgia – regia di Mario Martone con Pierfrancesco Favino, Tommaso Ragno, Francesco Di Leva, Aurora Quattrocchi, drammatico, Italia, 2022, durata 117 minuti – non è però un film senza speranza. Al contrario, quest’ultima occupa buona parte della pellicola impersonata da un prete, una sorta di Don Puglisi partenopeo, che trae dal “FARE INSIEME” di una piccola comunità di ragazzi e delle rispettive famiglie (se occorre sporcandosi anche le mani, come direbbe Don Primo Mazzolari) la profezia di un mondo migliore.

Il film si può vedere nelle sale cinematografiche da fine maggio ’22. Nei prossimi mesi dovrebbe essere disponibile anche su Netflix, Amazon Prime Video e altre piattaforme.

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1 commento

  1. Grazie Bruno! Sempre puntuali e accattivanti i tuoi consigli cinematografici !

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