Dario Eugenio Nicoli

Dopo l’accusa dei tedeschi alla Russia per i sabotaggi all’aeroporto di Lipsia, compiuti per la prima volta con mezzi militari, siamo entrati in una fase più grave di quelle che alcuni continuano a chiamare “provocazioni”, ma che possono essere meglio comprese se poniamo lo sguardo sul nesso tra l’ampiezza delle aggressioni di Mosca ed i risultati che intende conseguire.

L’espressione “guerra ibrida” è un ossimoro che contiene una chiave di lettura illuminante: la parola “guerra” ci dice che gli Stati dell’Unione europea sono presi di mira come nemici, e di questo dobbiamo ancora renderci pienamente consapevoli, mentre il termine “ibrida” rivela la volontà di Putin di muoversi su diversi piani: le intromissioni nelle vicende critiche (come Ceuta) oltre che nelle campagne elettorali, il sostegno – che non pare limitarsi alle parole – a gruppi politici neonazisti e antieuropei, le incursioni con droni, i sabotaggi su linee ferroviarie, sistemi energetici e imprese di armamenti.

Circa i risultati che Putin persegue, la grande quantità di mezzi utilizzati e la continua escalation rendono sempre meno credibile l’idea che tutta questa mobilitazione sia finalizzata unicamente a convincere l’Unione europea ad abbandonare il sostegno verso l’Ucraina. Anche questo, ovviamente, è nelle sue intenzioni, ma come passo intermedio per un obiettivo più strategico collocato nel medio termine.Continua

Dario Eugenio Nicoli

Chi è il pacifista radicale

Il pacifista radicale è quella persona che, indipendentemente dal contesto e dagli insegnamenti della storia, sostiene sempre la stessa idea: no agli armamenti, ed etichetta chi non condivide questa posizione come guerrafondaio. Egli si oppone all’invio da parte dell’Occidente degli aiuti militari all’Ucraina, il paese aggredito, tacendo sui paesi che alimentano la macchina da guerra della Russia e sorvolando sull’aumento continuo degli obiettivi civili, e propone la resa nei confronti dell’aggressore, adombrando lo spettro della terza guerra mondiale.

Le tre domande
1) Tu affermi che anche la legittima difesa è moralmente inaccettabile; quindi, lo sarebbe anche l’articolo 11 della Costituzione italiana?
Questo articolo recita “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.” Tu citi unicamente le prima quattro parole;Continua

di Bruno Perazzolo

Milan Kundera è uno scrittore Ceco, classe 1929, tuttora vivente. Iscritto al partito comunista quand’era ancora studente, ne fu definitivamente espulso nel 1970 per il suo sostegno alla “Primavera di Praga”. Emigrato in Francia ha insegnato nelle università di Rennes e di Parigi. Poeta, scrittore di testi teatrali, racconti e romanzi, tra i quali va ricordato il grande successo dell’”Insostenibile leggerezza dell’essere”, è stato un punto di riferimento importante per la cultura europea in generale e, in particolare, per quella cecoslovacca negli ultimi decenni del ‘900.

Il libro è stato oggetto di due interessantissimi interventi, che consiglio vivamente: quello del politologo Jacques Rupnik e quello di Ezio Mauro intervistati nella seconda parte (dal quarantanovesimo minuto del video) della puntata di RAI 3 “Mezz’ora in più”, condotta da Lucia Annunziata, il 15 maggio ’22.

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Questo contributo è stato scritto in relazione all’introduzione al libro di Milan Kundera, “Un Occidente prigioniero” pubblicata in questo sito.

di Dario Nicoli

Il testo di Milan Kundera ci sollecita ad una riflessione su quale pace si potrà realizzare tra la Federazione Russa e l’Occidente europeo una volta messe a tacere le armi e definiti gli accordi sui confini tra gli stati e sulla ricostruzione dell’Ucraina.

L’autore di Un occidente prigioniero mette in luce il dualismo tra queste due grandi aree geopolitiche e giustamente ne individua le radici nella cultura e nella religione, oltre che nella storia. Ponendosi nell’epoca della Guerra fredda, egli utilizza queste categorie in chiave oppositiva, come contrasto insanabile tra due entità tra di loro inconciliabili: uno scontro tra la forza buona dei valori culturali delle “piccole nazioni” dell’Europa orientale e la violenza bruta da parte dei “vandali”, gli ideologi del regime sovietico.Continua

di Dario Nicoli

L’invasione dell’Ucraina – che speriamo si concluda presto con un accordo che consenta al mondo libero di mettere mano alla ricostruzione e che serva ai russi per coprire la loro ritirata – ha colpito come un pugno nello stomaco l’Occidente scuotendolo dal suo stato di torpore che è soprattutto morale e culturale, prima che politico e militare. Quella stessa sonnolenza che Putin e la sua cricca hanno scambiato per arrendevolezza convincendoli di poter aggredire impunemente il paese vicino per inglobarlo nel proprio impero.Continua

di Bruno Perazzolo

Si dice che la storia dovrebbe essere maestra di vita (Cicerone: I sec. a.C.). Ci sono però due modi per sottrarsi a questo ragionevole auspicio. Il primo è quello di non occuparsene affatto, il secondo è quello di dire che sì, va bene, ci sono delle analogie, ma la situazione era completamente diversa. E’ infatti evidente che, ricercandole opportunamente, delle differenze si trovano sempre nell’ottica di sottrarsi agli insegnamenti del passato quando, questi ultimi, dovessero risultare, per un qualche motivo, scomodi. Tuttavia è anche vero che molti continuano ad occuparsi di storia rimanendo dell’idea che questa possa servire ad orientare con maggiore sicurezza le nostre scelte presenti e future. E’ dunque a questo tipo di persone che questo articolo e i relativi documenti, si rivolgono con l’auspicio che possano fornire qualche ulteriore elemento di riflessione in un contesto in cui, tutti, dovremmo sentirne un grande bisogno.
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di Dario Nicoli

In queste ore si sta compiendo il più grande errore della Russia dai tempi della Guerra fredda, che ne segnerà la fine della pretesa di essere un paese guida per il mondo, e forse la corroderà dall’interno provocando. una degradazione dagli esiti imprevedibili. L’analisi delle ragioni politiche ed economiche di questa tragedia potenzialmente autodistruttiva ha portato ad un esito sorprendente …..
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