Il gruppo musicale e la lezione di ginnastica in un tempo nuovo

Donata Gradinati

Spesso e soprattutto in età adulta, cerchiamo nel tempo passato quel qualcosa di quando eravamo giovani, lo cerchiamo non solo per nostalgia, ma anche per voglia di rivedere  vecchi amici, o di riprendere a vivere oggi quello che abbiamo lasciato là, incompiuto o semplicemente non più vissuto per mancanza di tempo, per impegni di lavoro e di famiglia.
Desideriamo risvegliare i nostri talenti dormienti.
Tempo fa ho assistito ad uno spettacolo musicale in cui un gruppo di persone giovani, meno giovani che ancora lavorano e di persone in pensione, si esibiva con racconti e brani musicali; persone dicevo con in comune la passione per la musica. Quale occasione migliore per mettere in atto quel qualcosa di eccezionale che appartiene ad ognuno di loro, quella dote innata che oggi, grazie a questa opportunità, l’appartenenza al gruppo musicale,  il giovane coltiva e l’adulto riscopre.
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Dario Nicoli

L’industria dello sfruttamento dei giovani talenti musicali sta sprofondando nei flop dei troppi concerti programmati, che provocano pesanti debiti ai giovani artisti che hanno creduto a promotor abili a sfruttarne i sogni. Sembra stia finendo la stagione delle facili illusioni di chi pensa che basti il successo di uno streaming per poter accedere all’élite della canzone, senza la necessaria gavetta che consente una crescita graduale, maturata dall’esperienza. È l’ennesima prova della volubilità dei social: così come è facile ottenere i cinque minuti di celebrità, allo stesso modo è un attimo finire nell’ombra ed essere dimenticati. 

Un’eccezione molto illuminante è quella di Ultimo, nome d’arte di Nicolò Moriconi, cantante romano di 28 anni che ha dovuto affrontare agli esordi anni di delusioni e sconfitte nel mondo dei talent e che ha visto poi una crescita prodigiosa senza l’ausilio né del marketing né degli effetti speciali, sostenuta da seguaci (quasi due milioni di biglietti sinora venduti) che si sono riconosciuti in lui e nel suo messaggio vero, semplice e diretto.
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Donata Gradinati

Giorni fa mi sono recata alla presentazione del libro “Domenichino del Sacro Monte di Varese”. Domenichino, bimbo prodigio nato nel 1936, morto nel 1950 per una forma di leucemia, allora inguaribile. Diverse pubblicazioni raccontano della sua intensa e significativa, breve vita. Oggi è in corso il processo per la sua beatificazione. Mi soffermo sulla frase “che sia di ispirazione” scritta nella dedica che mi è stata fatta dall’autrice del libro, signora Carla Tocchetti, per raccontare brevemente di quel filo sottile che mi tiene legata al bimbo prodigio, fin dalla tenera età.
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Donata Gradinati

Ho letto in “Storie d’incanto”, il racconto “bambini ai prati Parini” di Dario Nicoli, ed è bello sapere che associazione sportiva e gruppo di pensionati, amanti della montagna, abbiano realizzato un percorso più dolce per dare la possibilità di raggiungere più facilmente quel luogo, pensando ai bambini. Questa è la dimostrazione che tutto ciò che si vive con entusiasmo, passione e condivisione non può rimanere esperienza fine a sé stessa ma inevitabilmente deve essere trasmessa ad altri, affinché a loro volta, possano conoscere, apprezzare e godere della bellezza del luogo.

Il contatto con la natura è una fonte inesauribile di energia. È nutrimento energetico a costo zero. Si può provare benessere abbracciando un albero, così come stargli accanto, rimanendo seduti ai suoi piedi.

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Bruno Perazzolo

Una storia di solidarietà, di un …. accidentale ….. mescolamento di classe ….. e di ri-scoperta che, nella propria vita, mai ci si fa del TUTTO da soli. Conta la roulette del DNA e dei talenti, la disciplina e l’impegno e conta, parecchio, anche quello che in gergo pop si chiama “puro e semplice culo”.

Thibaut è un direttore d’orchestra di fama internazionale; Jimmy è un modesto operaio di provincia che suona il trombone nella fanfara del paese. I due sono fratelli egualmente portati – e anche notevolmente dotati – per la musica, ma non lo sanno. Da piccoli sono stati affidati e poi adottati da famiglie diverse che li hanno accolti ottimamente. Una, però, era di ceto elevato e l’altra di modeste, benchè dignitosissime, condizioni economiche. In breve, comunque, tutt’altro ambiente e tutt’altre opportunità. Sarà la leucemia di Thibaut e, soprattutto, la passione per la musica, a ricongiungerlo al fratello Jimmy

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Carmen Gatto

Cosa c’è di più terribile per una famiglia, ed un’intera comunità, di perdere tutto, o quasi, per un’alluvione? È quello che sta accadendo sempre più frequentemente a causa del mutamento del clima, della vulnerabilità idrogeologica del nostro territorio aggravata dalla sua antropizzazione. Negli ultimi due anni ad essere particolarmente colpita è l’Emilia-Romagna, dove nel maggio del 2023 sono esondati 23 fiumi e si sono allagati 540 chilometri quadrati di terreno, causando la morte di 17 persone.

Ma è proprio in queste situazioni estreme che spesso emergono temi e valori che sembravano essere stati dimenticati nel tempo: solidarietà, comunità e senso di appartenenza. Davanti a situazione di difficoltà e tragedia, lo spirito di gruppo e il senso di solidarietà sono l’unico sollievo. Quando l’acqua e il fango si facevano largo per le vie e le piazze della Romagna, la perseveranza e il supporto reciproco si sono imposti come protagonisti di questo periodo grigio. I concetti quali “comunità” e “senso di appartenenza” si sono concretizzati nella realtà. Enti, aziende, cittadini, immigrati, adulti, bambini e adolescenti, si sono attivati per essere di supporto per coloro che hanno visto i ricordi di una vita essere portati via da un disastro naturale.
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Da un anno circa abbiamo aperto nel nostro blog la rubrica “storie d’incanto”. L’articolo di Benedetta, che ringraziamo, rappresenta perfettamente lo spirito che anima l’insieme dei contributi che, man mano, stiamo raccogliendo sotto questa categoria ……….

Benedetta Nicoli

Casa Amoris Laetitia è una struttura residenziale che offre servizi sanitari e socioassistenziali a minori, soprattutto bambini, con disabilità molto gravi ……
La Casa ospita anche i genitori, i fratelli e le sorelle dei bambini cui viene dedicata assistenza. Infatti, una delle principali convinzioni alla base della Casa è che immaginare il bambino separatamente dalla sua famiglia è un’astrazione che rischia di compromettere l’intero servizio di assistenza …………..
I dirigenti, gli operatori, i volontari entrano pensando di offrire aiuto e amore ai bambini con gravi fragilità, ma alla fine si accorgono che sono loro a venire investiti di un amore smisuratamente più grande….Continua

di Dario Nicoli

Domenica scorsa con moglie e figlia siamo saliti a Prati Parini, una località bergamasca alle pendici del monte Canto Alto. È una passeggiata di 45 minuti che in poco tempo consente di uscire dal traffico del fondovalle e, dopo aver attraversato il bosco, di giungere ad un crinale posto a 900 metri da cui si può vedere Bergamo alta, la pianura Padana fino agli Appennini, oltre alla catena delle Prealpi Orobie. C’è anche un agriturismo dove si allevano alcuni capi di highlander, bovini originari della Scozia, molto utili per tenere liberi i pascoli dalle piante invasive.
Ma la sorpresa è stata incontrare lungo il percorso numerose giovani famiglie con figli piccoli, e trovare uno spazio verde dove è possibile consumare il pic-nic o fare una grigliata, con gruppi di bambini che correvano, giocavano, raccoglievano rametti. Alcuni sperimentavano gli effetti delle lenti di ingrandimento sulle foglie secche (con stretta vigilanza di alcuni genitori).

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di Bruno Perazzolo

La storia è sempre la stessa: un Ente pubblico (l’Ente Parco del Ticino, che festeggia, quest’anno, i 50 anni), Associazioni di Volontari (Ticino Guide, Varese Bike Guide), alcune persone dotate di una particolare passione e carisma ed altre desiderose di “emozioni forti, virtuose e durevoli” ed ecco la miscela utile a fare riaffiorare, nella coscienza collettiva, il sentimento del bello che incanta, ovvero dei beni che ci avvicinano alle “cose divine” e al rispetto che esse suscitano in coloro che sentono, misteriosamente, di corrispondervi. Oramai sono più di una decina i giri che, con amici e guide esperte, ho fatto in mountain bike, e, sempre di più, mi vien da pensare che non di un parco si tratta, ma di un autentico museo all’aperto, frutto di grandi narrazioni che iniziano nel ‘600 a.C. sino a lambire il nostro secolo.Continua

a cura della redazione di PensarBene

“Nessuno fa qualcosa per nulla”, “nessuno ti regala niente”, “nella vita tutto dipende da te”. Quante volte abbiamo sentito queste battute pseudo-sapienziali che l’esperienza quotidiana di ciascuno sembra confermare ampiamente. Ce lo ricordano, ogni volta, “subliminalmente”, gli acquisti online, i prezzi esposti nei cartellini al mercato o nei negozi, le imposte che paghiamo allo Stato. Quando, poi, la pubblicità ci mostra “affari da bengodi”, giustamente, insospettiti, ce lo ripetiamo di continuo, quasi a volercelo stampare per bene nella memoria: “attento che nessuna ti dà qualcosa per niente”. Eppure, tutto questo non è che una parte della realtà che, sostenuta dall’ideologia mercatista prevalente, si vorrebbe rappresentasse “tutta la realtà”. Ma non è così!
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