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di Carla Sabatini

Dall’a.s. 2018/19 gli Istituti Professionali per i Servizi Commerciali possono proporre ai propri studenti un percorso di approfondimento sul turismo accessibile e sostenibile.  Grazie a questo nuovo percorso, nato su proposta dell’IPSSCT “Via di Saponara 150” di Roma con il sostegno e la collaborazione della Rete Nazionale degli Istituti Commerciali IPSE COM, è stato possibile innovare l’insegnamento del turismo negli istituti professionali statali.

Ma perché proprio il turismo accessibile e sostenibile?

Molti documenti ufficiali, nazionali e internazionali, attestano l’importanza di questi due aspetti del turismo. Solo per fare qualche esempio, il Codice Mondiale di Etica del Turismo ha l’obiettivo fondamentale di promuovere un turismo responsabile, sostenibile e accessibile a tutti, e il Piano Strategico del Turismo 2017-2022 elaborato dal Mibact identifica tre princìpi trasversali ispiratori delle politiche turistiche nel nostro Paese: sostenibilità, innovazione e accessibilità. Anche l’Agenda 2030 ONU per lo Sviluppo Sostenibile fa diretto riferimento al turismo negli obiettivi 8, 12 e 14.

Il turismo accessibile, questo sconosciuto

Quando si parla di turismo accessibile, spesso si pensa esclusivamente alle persone con disabilità motorie. Basta consultare i siti dei principali musei italiani: sotto la voce “Accessibilità” si fa riferimento normalmente a ingressi con rampe, ascensori, pedane elevatrici e carrozzine a disposizione dei visitatori. Certo, questo è un importante aspetto del turismo accessibile, ma non vanno trascurate altre persone con bisogni speciali, e non solo nell’ambito della disabilità: persone non vedenti o ipovedenti, con difficoltà uditive, con disabilità intellettive e relazionali, con allergie o intolleranze alimentari o che devono seguire un regime dietetico particolare per altre patologie; ma anche famiglie con bambini, anziani, persone che hanno difficoltà economiche, o che viaggiano con animali. E l’elenco potrebbe continuare.

Sempre più spesso si parla, per questo motivo, di “turismo per tutti”. E poiché ogni persona è diversa dalle altre, la progettazione di edifici, mezzi di trasporto, impianti sportivi ecc., volta a risolvere alcuni problemi di base (per esempio l’accessibilità di una carrozzina in una camera d’albergo o in uno stabilimento balneare), è una condizione necessaria ma non sufficiente per permettere a tutti di praticare turismo. Essa deve essere integrata dall’attenzione per il visitatore e dall’impegno nel fornire soluzioni per le problematiche individuali. Perché fare turismo è un diritto di tutti.

Oltre alle motivazioni etiche, tuttavia, ci sono anche ragioni economiche. Le persone con bisogni speciali interessate a praticare turismo, ma impossibilitate o fortemente limitate a farlo per l’inadeguatezza dell’offerta turistica alle loro esigenze, sono molte e destinate ad aumentare. Se la loro domanda si trasformasse da potenziale in reale, cioè se fossero messe nelle condizioni di poter viaggiare secondo i propri bisogni e desideri, si avrebbe un’importante ricaduta economica sugli operatori turistici e sulle destinazioni turistiche.

Il turismo sostenibile: come attuarlo?

Chi è contrario allo sviluppo sostenibile del turismo alzi la mano. Nessuno lo farà. Tutti siamo d’accordo sul fatto che non vogliamo distruggere il pianeta Terra e tanto meno gli ambienti naturali e culturali che sono il principale elemento di attrazione dei turisti.

I problemi nascono quando dalle parole si deve passare ai fatti. Facciamo un esempio: chi più degli alpinisti ama le montagne? Eppure sulle cime dell’Himalaya, terre una volta incontaminate, gli alpinisti hanno lasciato tonnellate di rifiuti (bombole d’ossigeno vuote, tende rotte, lattine, batterie ecc.), alcuni dei quali sono stati recentemente rimossi dalla missione “8 x 8000M”, sostenuta dalla fondazione Bally Peak Outlook.

È solo l’inizio di una riflessione, perché il turismo sostenibile è un concetto molto complesso, che coinvolge tutti gli attori sociali e ha bisogno di fatti, non di parole.

Bibliografia

Sabatini Carla – Tecniche professionali commerciali – Turismo accessibile e sostenibile – Vol. 1, 2 e 3 – Edizione Tramontana. I tre volumi sono destinati alle classi III, IV e V degli Istituti Professionali per i Servizi Commerciali che hanno adottato lo specifico percorso. Solo una parte dei volumi è specifica sulle tematiche trattate nell’articolo, anche se molti casi di studio ed esempi sono incentrati sull’accessibilità e sostenibilità nel turismo. Per un’introduzione alle due tematiche si veda in particolare il modulo C del volume 1.

Sitografia

Il turismo accessibile e sostenibile | Sabatini, Pecorelli – YouTube. Webinar della casa editrice Tramontana sul Turismo accessibile e sostenibile.

Turismo Accessibile e Sostenibile – Nuovi Professionali Commerciali.

Materiale: Canovaccio, UDA 3, 4, 5 Turismo accessibile e sostenibile – Nuovi Professionali Commerciali

Dal sito della Rete Nazionale degli Istituti Professionali per i Servizi Commerciali IPSE COM.

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