
Presepe “giubilare” di Bedero Valcuvia, provincia di Varese
“C’è un odio di sé dell’Occidente che è strano e che può essere considerato solo come qualcosa di patologico; l’Occidente tenta sì, in maniera lodevole, di aprirsi pieno di comprensione a valori esterni, ma non ama più sé stesso; della sua storia vede oramai soltanto ciò che è deprecabile e distruttivo, mentre non è più in grado di percepire ciò che è grande e puro”
Joseph Ratzinger, 2004
Con quest’anno PensarBene compie 4 anni circa e chiude la sua “prima fase di vita”. Abbiamo dedicato questo tempo a conservare uno spazio aperto di dialogo e confronto, a mantenere “una vigile amicizia riflessiva”, in un contesto di “cambiamento d’epoca” particolarmente difficile per l’intero Occidente. In questi anni ci siamo sforzati di guardare in faccia “la patologia” che opprime le nostre società e siamo arrivati alla conclusione che il problema sta “nell’anima”. Meglio, sta nella presunzione dell’uomo di essere padrone di sè stesso sino al punto di fare ciò che meglio crede della sua stessa mente e del suo corpo: della sua stessa umanità. Egli non si ama più perchè ha fatto di sé stesso, uno strumento, nient’altro che una risorsa disponibile che impoverisce, monca e immalinconisce la sua anima.
Però l’uomo, malgrado certa ideologia decadente pretenda di farne il padrone dell’universo, malgrado certa ingegneria sociale tenti di renderlo l’unico artefice del suo destino, è “sempre rimasto là”, identico nel suo profondo, nelle sue potenzialità, nei suoi desideri più elementari. Ciò che allora serve è un nuovo sguardo sulla reale, universale, condizione umana, sui suoi più essenziali bisogni. Uno sguardo che mostri come, già qui e già ora, le vie della “possibile guarigione” siano disponibili e in mezzo a noi.
L’augurio più grande che, in occasione del Santo Natale, facciamo a tutti i nostri amici lettori, commentatori e collaboratori è dunque quello che nei prossimi mesi PensarBene possa degnamente concorrere a realizzare quel nuovo sguardo “sul nostro posto nel mondo” del quale, ora, avvertiamo l’assenza.
Un nuovo anno, microtempo dell’universo. Universo che maestoso e silenzioso ci avvolge, ci accoglie. Se solo riuscissimo a capire la bellezza dell’ universo che ci accoglie, ci comporteremmo in modo diverso da come normalmente ci comportiamo. Alla base di questa riflessione mi viene in mente una unica parola “rispetto”. Parola di grande significato, di facile lettura, ma in gran parte disattesa e non più in sintonia con il comportamento umano, carente nei confronti di sé stesso, degli altri simili e dell’ambiente.