il potere e l’anima

Bruno Perazzolo
Bahram è un regista di successo che desidera, sopra ogni cosa “il paradiso”, ovvero proiettare a Teheran il suo ultimo film tanto apprezzato dalla critica estera. La pellicola che Bahram vorrebbe ardentemente far vedere ai suoi concittadini iraniani non presenta contenuti particolarmente critici verso il regime degli ayatollah. Ciò malgrado, il regista e la sua compagna, che è anche produttrice dell’opera, dovranno affrontare una specie di odissea. Un’odissea punteggiata tanto da sovrabbondanti lusinghe quanto da una serie di insidiose richieste della censura volte ad imporre, pena la mancata concessione dei permessi per la proiezione, alcune “innocenti revisioni” della sceneggiatura. Modifiche che, però, proprio in forza della loro apparente insignificanza, lasciano intravvedere come la vera posta in gioco sia ben altra e ben più pesante.
Come hanno fatto notare in molti, la regia di Ali Asgari non fa certo economia di citazioni. Esplicito e profondo è il riferimento all’opera del maestro del cinema iraniano, Abbas Kiarostami. Più superficiale la menzione della vespa di “Caro diario” di Nanni Moretti. Vespa rosa con la quale, Bahram e la sua compagna, Sadaf, girano in lungo e in largo per Teheran alla ricerca di una sala di proiezione. Allo stesso modo piuttosto esteriori sembrano i cenni a Woody Allen ravvisabili, più che nelle “battute più meno argute”, nella postura del corpo e nella sottile ironia delle situazioni che vedono coinvolto il protagonista Bahram. Sennonchè, a mio parere, le citazioni non finiscono qui. Tra quelle maggiormente “potenti” metterei anche i vangeli secondo Matteo 4,8 e Luca 4,5-6 (le tentazioni di Gesù) nel punto in cui, a fronte dell’offerta di censori e faccendieri di ogni bendidio – ricchezza, facilitazioni professionali ecc. – concesso al “prezzo irrisorio” di qualche “creativa innovazione” del suo film, Bahram ribadisce la sua “scelta del paradiso”. In altre parole, ribadisce, caparbiamente, la sua preferenza per ciò che, nella dignità “dell’artista” corrisponde all’obbligo di aderire a ciò che egli, in tutta onesta, ritiene reale e che, nella dignità dell’essere umano, corrisponde al conservare la propria anima, se non proprio nel più immacolato candore, almeno in uno stato discretamente accettabile.
Regia di Ali Asgari con Bahram Ark, Sadaf Asgari, Bahman Ark, Faezeh Rad, Mohammad Soori, genere commedia – Iran, Italia, Francia, Germania, Turchia – 2025, durata 98 minuti. Uscito solo recentemente il film si può al momento vedere solo nelle sale cinematografiche.
Sembra molto stimolante. Andrò a vederlo.