Abitare per esserci
Donata Gradinati
Innumerevoli volte e per svariati motivi, diamo il nostro indirizzo. Lì mi trovi, lì c’è casa mia dove trascorro parecchie ore della notte e meno ore della giornata, da solo o con altri affetti. Abitiamo il mondo e nella nostra casa viviamo e custodiamo il nostro piccolo mondo, tempio del nostro io. La prima e molto spesso non unica abitazione, nel corso della vita, ci accoglieva al primo respiro, quando le donne partorivano in casa e, nella luce che ci avvolgeva e ci avvolge, incontriamo la prima comunità.
Nessuno di noi decide il tempo in cui nascere, ma ognuno di noi vive il proprio tempo e cresce nel proprio tempo in un contesto di affetti: famiglia, parenti, compagni di scuola, amici, persone che incontriamo, famiglia che formiamo.
A gattoni abbiamo percorso il pavimento della nostra prima abitazione e improvvisamente, alzandoci, abbiamo cercato l’equilibrio per rimanere in piedi e i nostri primi passi ci hanno condotto alle persone che avevamo intorno. Il nostro percorso ha avuto inizio, camminiamo verso gli altri alla scoperta di ciò che ci circonda.
