Dario Nicoli

Si dice che le cose si vedono, o non si vedono, a seconda delle idee che abbiamo in testa. Questo spiega perché spesso il mondo che sta nei nostri pensieri si sostituisce ai dati di realtà: vediamo ciò che conferma la nostra visione e cancelliamo quello che la smentisce.
È questo il caso di Bauman che nel suo libro “Voglia di comunità”, ha svolto una dotta trattazione assumendo come stella fissa la definizione di Tönnies secondo cui la comunità si distingue dalla società per la “reciproca comprensione di tutti i suoi membri”. Non per un consenso o un accordo, due esiti propri della società, che si possono raggiungere solo a seguito di uno sforzo laborioso, mentre a rendere uniti i membri di una comunità è un sentimento reciprocamente vincolante, qualcosa che esiste già e che ci permette di capirci al volo.
Bauman rinforza questo concetto riprendendo l’immagine della comunità come “cerchio caldo” cui è estraneo il calcolo razionale proprio di chi dall’interazione con gli altri ricerca il proprio esclusivo vantaggio ………………..
Ma qualcosa avrebbe interrotto – sembra definitivamente – questo idillio …..Continua