Il tredicenne di Trescore: orrore e pietà.
Dario Nicoli
«Hai sentito cos’è successo a Trescore?» «No, che cosa?» «Un ragazzo di terza media ha accoltellato la sua professoressa di francese che ora è ricoverata al Papa Giovanni. È grave. Non si sa il motivo che l’ha spinto a compiere questo gesto».
Subito mi vengono alla mente altri casi di violenza, ma erano lontani. Ora il senso di sgomento è ingigantito dalla vicinanza del luogo in cui questa tragedia è accaduta. Una scuola normale che conosco, entro un paese normale di provincia come quello in cui abito, come ce ne sono tanti. Non riesco proprio ad immaginarlo: provo sgomento e dolore.
Cerco di informarmi, perché dev’esserci per forza qualcosa che ha scatenato questa tragedia: forse è un ragazzo con problemi, forse c’è sotto qualcosa di torbido, forse è uno straniero come gli egiziani dell’istituto di Sesto San Giovanni, forse… Niente di tutto questo: lo studente è un tredicenne bergamasco senza alcun precedente di disagio psichico o di violenza, una persona normale, magari un po’ timida (ma chi non lo è a quell’età?) che vive con la mamma perché i genitori sono separati (ma quanti altri ce ne sono nella stessa condizione?). Non andava male a scuola.Continua
